martedì 22 maggio 2012

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CARNE DA MACELLO

questo pomeriggio il sito del Corriere della Sera ha pubblicato il video di un incidente stradale dove sono morte tre persone. ha cioè messo in homepage un video dove si vedono due auto scontrarsi ad altissima velocità in un incrocio stradale di Singapore e si vedono morire tre persone. la didascalia, dettagliata, riporta come una delle due auto fosse una Ferrari e che per le persone coinvolte non ci sia stato nulla da fare. il video mostra uno schianto violentissimo, a velocità folle. c'è pure il replay.

penso che poche cose mi abbiano scosso tanto come questa. non solo per le immagini, ma soprattutto per il fatto che fossero lì, alla portata di tutti, disponibili su uno dei siti più visitati in Italia, accompagnate, come se non bastasse, dal tasto condividi. "venite a vedere la gente che muore".

non si tratta questa volta di vittime di bombardamenti bellici, di attentati dall'altra parte del mondo, di fenomeni naturali, e di tutti quegli avvenimenti che ormai c'hanno assuefatto e hanno reso la morte una mera questione aritmetica, una serie di numeri che si susseguono sulle pagine dei giornali. è stato un incidente stradale: un avvenimento che colpisce nell'intimo, che tocca ciascuno di noi, che ci rende piccoli e fragilissimi.

trovo sconcertante questa carenza di sensibilità, questa mancanza di attenzione nei riguardi di chi legge, di chi si vuole informare, delle persone e dei loro stati d'animo. è questa la tanto celebrata informazione online? è questo il tanto osannato giornalismo 2.0? quello che manderà in pensione la carta e al quale ci dovremo abituare? me lo chiedo perché vorrei sapere quale fosse la NOTIZIA racchiusa in quel video, me lo chiedo ma non riesco a darmi una risposta semplicemente perché una risposta non c'è.

non interessa più dare le notizie, interessa attirare la gente, come orsi sul miele, utilizzando i metodi più spudorati e feroci. interessa far fare click: mettendoci le tette, i culi, le puttane, i disastri aerei, gli autogol, le risse televisive, le torte in faccia, i fuorionda, i cani, i gatti, la gente che muore. interessa trasformarci in numeri, in numeri sempre più grandi da rivendere alle aziende per far loro investire in pubblicità. e chi se ne frega se, per farlo, tocca usare la gente che muore. siamo carne da macello tanto quanto quella che viene irrispettosamente messa in homepage nei pochi istanti prima di morire.

 
martedì 15 maggio 2012

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BEAR GRYLLS MUST DIE

ma cos'è successo ai documentari in televisione? dove cazzo sono finiti i delfini che nuotano intorno alla barca, le scimmie che si grattano vicendevolmente la schiena e le leonesse che sbadigliano in mezzo alla savana?

ma soprattutto chi sono questi stronzi che stanno sempre davanti alla telecamera ad impallare l'inquadratura blaterando minchiate sulla sopravvivenza e scuoiando qualsiasi essere vivente passi loro vicino? perché, vi prego, non ditemi che a voi interessa veramente vedere come si fa una crema per il viso con la placenta di un licaone nella savana di notte o come ci si prepara una nutriente zuppa di squame di varano in mezzo a una tempesta di sabbia.

l'inarrivabile classe di David Attenborough resterà sempre un miraggio per questi inetti individui, ma non voglio che i suoi capolavori finiscano in una riserva indiana dei documentari per lasciare spazio alle fetenzie di Bear Grylls e compari. non voglio che i miei figli crescano vedendo questo avventuriero seviziare un'alpaca per farsi una sciarpa, sodomizzare un tonno per condirsi la pasta, e via dicendo.

torniamo alle basi, torniamo al rispetto per la natura e i suoi splendidi regali. non serve mettere la testa dentro il culo di un fenicottero per raccontarne le vicende, basta un buon teleobiettivo. 


PS. Bear Grylls è anche capo del vertice degli scout d'Inghilterra, cosa che spiega molte cose su questa setta paramilitare di esaltati

 
domenica 13 maggio 2012

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RENDIAMO GRAZIE A DON DRAPER

dalla posizione privilegiata dei miei trentatre anni forgiati nel boom delle televisioni commerciali degli anni '80, nell'immotivato antagonismo degli anni '90, nella bulimia "social" degli anni '00, vorrei rendere grazie a Donald Draper per i seguenti motivi:

grazie Don, per aver reso l'alterazione alcolica così affascinante
grazie Don, per aver fatto tornare il valore del silenzio
grazie Don, per averci mostrato che una casa "Ikea-free" è ancora possibile
grazie Don, per aver reso di nuovo appetibile agli occhi femminili la panza pelosa nell'uomo
grazie Don, per aver risolto tutte le feste a tema dei prossimi 10 anni
grazie Don, per aver ridato dignità alla maglietta della salute

un giorno verrai capito.
e in quel giorno, se nessuno prenderà un colpo di freddo, sarà merito tuo.

 

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AMOR DE MI VIDA

 
lunedì 7 maggio 2012

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MY SMASHING PUMPKINS DAY





oggi compio 33 anni

 
mercoledì 2 maggio 2012

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BE COOL, BIKOO!

 
martedì 1 maggio 2012

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COME A NEW YORK

ieri sera mi hanno portato a Jesolo in un locale rinomato per i fenomenali cocktail* che vengono serviti e devo confessare che sì, il mojito che ho bevuto era decisamente buono.

Proprio mentre me lo stavo pacificamente sorseggiando, il padrone del locale (camicia bianca da cui spuntava foulard sul quale appoggiano occhialini "alla Corradino Mineo", sorriso conciliante e piglio deciso) si è avvicinato con fare istrionico e teatrale per raccontarci, indignato, che aveva chiamato un taxi per un cliente e gli avevano risposto "arriva tra qualche minuto". a New York, ha continuato, queste cose non succedono. a New York il taxi arriva in 2 minuti massimo. a New York questo sarebbe inaccettabile**.

il locale pullulava di imprenditori dal mocassino-senza-calzino, di abbronzature estreme, di sigari pseudocubani, di calciatori di serie D e rispettive consorti. affascinato da tanto benessere, finito di sorseggiare il mio cocktail ho voluto verificare se New York fosse stata il suo termine di paragone anche per altro. così, chiesto il conto (per 3 cocktail "vi faccio 20 euro"), ho estratto la mia carta di credito e con fare naturale, come sempre accade a New York, ho chiesto di pagare.

è stato come avergli detto che aveva l'Aids. il sorriso conciliante è sparito in una frazione di secondo, il panico si è impossessato dei suoi collaboratori dietro il bancone (uno ha perfino iniziato a sudare), la frase "ma non hai contanti? guarda che ti faccio 20 euro" veniva ripetuta come un mantra. sì, ce li avevo i contanti ma preferivo tenermeli in tasca. minuti di panico, il Titanic, le Torri Gemelle, l'Hindenburg, il disastro di Tenerife, il Concorde.

cinque minuti dopo, decidono di assecondare la mia richiesta e mi fanno firmare la ricevuta da 21 euro. confesso che me ne sono andato con il sorriso in faccia, proprio come si fa a New York.

*il mago dei cocktail non sapeva cosa fosse il Vodka Gimlet, non proprio come a New York.
**a Jesolo il 30 di aprile potresti anche considerarlo accettabile, eh.

 
martedì 17 aprile 2012

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HO AVUTO UN'IDEA

cristo ho avuto un'idea! cristo questa volta è quella buona! cristo questa volta spacca!

allora, devo subito partire e metterla in pratica: faccio la pagina Facebook così ci puoi diventare fan, l'account di Twitter per avere followers, l'account pure di Instagram così metto le foto, poi faccio un sito dove linko tutto questo, poi faccio la pagina su Flickr per mettere le immagini ad alta risoluzione, poi faccio gli stickers e vado a metterli in giro per la città perché un po' di guerrilla marketing mi fa gioco, poi un mio amico grafico mi fa il logo e l'immagine coordinata, poi faccio stampare al cugino del mio vicino di casa un po' di magliette che regalo agli amici, poi apro un blog così racconto quello che faccio giorno per giorno e la gente può commentare, poi appena ingrano mi compro una videocamera così faccio i video, quelli belli ad effetto e in alta risoluzione, e li posto sul blog, poi faccio una partnership con un negozio del centro così chi ci entra avrà tutte le info, poi chiedo alla cugina del mio ex compagno di banco del liceo, che scrive per Vivimilano, di farmi un articolo da pubblicare dove si parla della mia idea. figata.

"ok, ma di che idea si tratta?"

Cristo me la sono dimenticata!

 
giovedì 5 aprile 2012

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LUCRIAMOCI SOPRA

 
giovedì 29 marzo 2012

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MI ARRESTI

"...Vorrei chiederle soltanto una cosa: la grazia, la clemenza. Ma se per caso non è possibile, vorrei chiederle questo: la prego, corregga l'errore che ha commesso François Mitterrand nel 1992. Bobby ed io ci siamo macchiati dello stesso crimine. Applichi quindi le sanzioni anche contro di me: mi arresti, mi metta in cella con Bobby Fischer e ci faccia avere una scacchiera". (Boris Spasskij, decimo campione del mondo di scacchi)

 
giovedì 15 marzo 2012

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HOT CHIP, FLUTES

 
giovedì 1 marzo 2012

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SANTIGOLD, DISPARATE YOUTH

 
lunedì 20 febbraio 2012

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UN MODO DI VIVERE

« Abbiamo perso il collegamento con il capitano. Non abbiamo ordini. Se avessimo almeno munizioni! Ma sento anche che ho fame, e il sole sta per tramontare. Attraverso lo steccato e una pallottola mi sibila vicino. I russi ci tengono d'occhio. Corro e busso alla porta di un'isba. Entro.

Vi sono dei soldati russi, là. Dei prigionieri? No. Sono armati. Con la stella rossa sul berretto! Io ho in mano il fucile. Li guardo impietrito. Essi stanno mangiando attorno alla tavola. Prendono il cibo con il cucchiaio di legno da una zuppiera comune. E mi guardano con i cucchiai sospesi a mezz'aria. - Mnié khocetsia iestj, - dico. Vi sono anche delle donne. Una prende un piatto, lo riempie di latte e miglio, con un mestolo, dalla zuppiera di tutti, e me lo porge. Io faccio un passo avanti, mi metto il fucile in spalla e mangio. Il tempo non esiste più. I soldati russi mi guardano. Le donne mi guardano. I bambini mi guardano. Nessuno fiata. C'è solo il rumore del mio cucchiaio nel piatto. E d'ogni mia boccata. - Spaziba, - dico quando ho finito. E la donna prende dalle mie mani il piatto vuoto. - Pasausta, - mi risponde con semplicità. I soldati russi mi guardano uscire senza che si siano mossi. Nel vano dell'ingresso vi sono delle arnie. La donna che mi ha dato la minestra, è venuta con me come per aprirmi la porta e io le chiedo a gesti di darmi un favo di miele per i miei compagni. La donna mi dà il favo e io esco.


Così è successo questo fatto. Ora non lo trovo affatto strano, a pensarvi, ma naturale di quella naturalezza che una volta dev'esservi stata tra gli uomini. Dopo la prima sorpresa tutti i miei gesti furono naturali, non sentivo nessun timore, né alcun desiderio di difendermi o di offendere. Era una cosa molto semplice. Anche i russi erano come me, lo sentivo. In quell'isba si era creata tra me e i soldati russi, e le donne e i bambini un'armonia che non era un armistizio. Era qualcosa di più del rispetto che gli animali della foresta hanno l'uno per l'altro. Una volta tanto le circostanze avevano portato degli uomini a saper restare uomini. Chissà dove saranno ora quei soldati, quelle donne, quei bambini. Io spero che la guerra li abbia risparmiati tutti. Finché saremo vivi ci ricorderemo, tutti quanti eravamo, come ci siamo comportati. I bambini specialmente. Se questo è successo una volta potrà tornare a succedere. Potrà succedere, voglio dire, a innumerevoli altri uomini e diventare un costume, un modo di vivere... »

 
lunedì 16 gennaio 2012

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MAD MEN

Evvabbè. Allora facciamo così: io dimentico le regole, esco dagli schemi, inizio a osare, vado di anticonformismo, imparo a dire "no!", non rispetto i limiti, mi muovo in libertà, agisco diversamente dagli altri.

Ma poi quale di voi aziende automobilistiche viene a tirarmi fuori dal carcere?

 
sabato 14 gennaio 2012

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GABLE', WHO TELLS YOU?