Nessuno più di Kruscev vantava la propria ascesa da umili origini. "Tutti voi avete frequentato scuole famose, grandi università.. Harvard, Oxford, la Sorbona", disse una volta ai diplomatici occidentali. "Io non ho mai fatto studi seri. Andavo in giro scalzo e lacero. Mentre voi eravate nella nursery, io badavo alle vacche per due copechi.. Eppure eccoci qui, e io posso prendervi tutti in giro.. Ditemi, signori.. perché?"


Ieri sera POLTERGEIST. Interpretazione da Oscar. Ebbene sì, ho dato il meglio di me stesso, ma giuro che non credevo si potesse arrivare a tanto. Anche la tazza del cesso è rimasta basita di fronte a cotanta potenza, violenza e maestria. Da camera mia al bagno c'è un lungo corridoio. Capito che ormai non avevo via di scampo l'ho attraversato tutto con passo calmo ed elegnate. sapevo fino a dove potevo resistere. giunto a destinazione e chiusa con grazia d'altri tempi la serratura mi son avvicinato all'obiettivo. E' bastato un rapidissimo scambio di sguardi tra me e la tazza per dare inizio alle contrazioni addominali. Il secondo tentativo (riuscito) è stato maestoso. Sono fin entusiasta di me stesso. Ora non resta che indagare sulle cause di questa debacle di stomaco.
Ecco le ipotesi al vaglio degli inquirenti:

- Cena di giovedì sera da Elvio all'Acquario (MAI PIU', GIURO MAI PIU')
- Sano e genuino liquido pseudocaffeinico bevuto dalla Grolla venerdì sera
- Risotto con i gamberetti del Discount sabato sera (DA ESCLUDERE)


Il gruppo era affiatato, lo si capiva subito. Rapidi sguardi che dicevano più di migliaia di parole, veloci e impercettibili movimenti delle mani, azioni ripetitive piene di tranquillizzante calma e serenità. Rollare una sigaretta, mangiare un'arancia, bere del liquore. Bastavano poche frazioni di secondo e gli occhi coglievano aspetti nascosti, informazioni celate, oscure immagini mai così chiare. Le parole contavano poco. Molto di più dicevano rumori e suoni non articolati. Solo loro erano in grado di dare forma a ciò che era nato in quella stanza. Ciò che impregnava l'aria e la rendeva più densa e pesante di una cappa di fumo. Informe, inodore, incolore, impalpabile ma palpabilissima. Con gli occhi e con le orecchie. Era tensione.

Sedici occhi che s'incrociavano, s'abbassavano, s'alzavano, guardavano distratti il fumo uscire lentamente dalle sigarette. Non una parola, ogni tanto qualche imprecazione che usciva esasperata. Tutti questi gesti erano governati dalla tensione. Devastante tensione. Tesi come corde di Mi accordate in Sol. In bilico sulla lama di un rasoio.. E in sottofondo una cantilena, ripetitiva come goccia che esce da un rubinetto chiuso male e che ti entra in testa. TON ton TON ton. Dare i numeri. Dare i numeri con costanza. Vedere il tempo che passa e sentire la tensione esasperante trasformarsi in speranza mai sopita. dai.. dai.. dai..


7-25-71



TOMBOLAAAAA....


Tre sono state le mode che m'hanno accompagnato dall'adolescienza in poi. Non intendo mode nel senso di vestiario, gergo, musica, comportamento; intendo mode nel senso di stili di vita. Sì, vabbè, il vestiario, il gergo, il comportamento sono le colonne portanti di uno stile di vita, ma non mi va di stare qui a smarronarmi a cercare definizioni più appropriate. Cribbio. questo è quanto, prendere o lasciare.

Tre mode Tre. Eccole nell'ordine di apparizione: la chitarra, i bonghi, il DJ.

Età sui 16/17. certezze poche, confusione tanta, fancazzismo a mille. è questo il terreno che vide prima nascere, e poi attecchire, la moda della chitarra. capelli (ah, bei tempi) tendenzialmente lunghi, brufoli ogni tanto qua e là, vestiario inadatto a qualsiasi situazione.. e due punti di riferimento: G'n'R e Vasco. Personalmente mi dissocio dal secondo e lo sostituirei con gli AC/DC. Repertorio molto vasto quindi: Knockin' On Heaven's Door (cover), Colpa d'Alfredo, Patience, Vado al Massimo, etc.. ..tutto questo l'ho vissuto più da spettatore che da "artista", fino a quando a 18 anni, con i soldi della stagione della frutta non mi comprai la mia chitarra. Repertorio alquanto differente dal precedente, ma questa è un'altra storia.

Età 19/20/21. fine liceo, inizio studi alti. di conseguenza confusione ancora maggiore e, per coloro che cominciano a identificarsi nello status di FIOI, fancazzismo 24/7. Qui nasce il mito d'Africa, dell'imperatore d'Etiopia, del THC, dei dreadlocks (Dio, non ti ringrazierò mai abbastanza d'avermi fatto evitare quest'umiliazione). Dal pdv musicale.. eccoli.. come i funghi.. bon, bondighibon, bonbondighidighibon.. spiaggie, fuochi, sandali e canottiere. E' con orgoglio che posso affermare di non essere mai entrato in codesto girone infernale. vivevo al margine di tutto ciò. sempre spettatore, tollerante, ma spettatore (..adesso la tolleranza se n'è bella che andata.. ..non duro più di 3 colpi alle pelli..)

Età 23/24. passivamente universitario. Oramai un FIOL in tutto e per tutto. arriva il salto di qualità del fancazzista. -suonare uno strumento?? che fadiga !! metti su un cd, và..- eccola la nuova moda che c'accompagna in questi giorni d'inizio millennio. essere un DJ. ci sono ormai più DJ che metalmeccanici. ogni posto, luogo, negozio, magazzino, deposito possiede il proprio DJ che "mette su musica" ..manca solo in farmacia.. ..centinaia, migliaia di personaggi in cerca del famigerato quarto d'ora di notorietà postulato da Andy Warhol. io? io ho già dato. prima il fu DJ Zannabis ora, nell'ombra, s'aggira guardingo DJ Bassòra. disoccupato nella consapevolezza di essere migliore di tutti voi, pseudo djuncoli da strapazzo.. AH AH AH (risata diabolica..)

ps. si ringrazia Aziz per la consulenza argomentativa.