Con queste tre scarne ma esaustive parole si può sintetizzare la mia saltuaria attività di selecter musicale nei locali di tendenza o pseudo tali della zona. Niente di più stressante ed irritante del vedere orde di giovani baluba del ricco nord est ingurgitare dozzine di spritz - alla modica (?) cifra di 2,5 euri - mangiare l'impossibile in modo tale da risparmiare sulla cena (su questo non biasimo) e restare chiusi all'interno di un guscio d'ignoranza (leggi con pronuncia inglese gn) musicale, ma oserei dire di vita, che qualche dio si premurò di procurargli. resta solo da accertare la natura del suddetto dio.


Low birds, you were the full taste to this from downtown. Questione di tempo. Era solamente una fottuta questione di tempo; di quelle che comunemente si chiamano coincidenze. - prendere quel treno per salire su quell'aereo - Era di vitale importanza prendere quel treno, altrimenti tutto andava a puttane. Guardando le lancette degli orologi ormai lanciate verso il nuovo giorno e il buio pesto tutto intorno.. capimmo che la sola ancora di salvezza per noi era diventata un foglio di carta stropicciato con su scritto con un pennarello blu due semplici parole "PESARO - Fano". Autostopping style. All night long. Su una desolata strada provinciale a ridosso di una curva cieca in discesa con un brick di succo tropical da smezzarci e un panino con la mortadella sudata. A farci compagnia quattro autostoppisti BONGARI. "chi vuoi che li tiri su in quattro?? semmai li tira sotto.." mormoravo tra me e me.. ..solo dopo averli visti sgommare via su una Uno bianco panna e aver conseguentemente osannato la madonna a modo mio, capii che non c'era nient'altro da fare che darsi alla disperazione.. e così fu.

ore tre. lo vidi da lontano masticare l'asfalto nella nostra direzione.. con i suoi fari che ci abbagliavano sempre di più. mastodontico, mostruoso, regale, divino, nero come la notte e a due piani. il tour bus di Beck Hansen. indispensabile. con un ultimo sforzo denso di disperazione rivolgemmo all'autista il nostro messaggio subliminale: PESARO - Fano. Il bus ci superò, affrontò la curva e pochi metri dopo rallentò.. rallentò.. rallentò fino a fermarsi. Luce bianca al gusto retromarcia.. i nostri occhi illuminati brillavano di lacrime e incredulità.. eccolo indietreggiare: già ci immaginavamo comodamente seduti sui divanetti di pelle umana.. eccolo entrare in uno spiazzo erboso: già ci vedevamo sorseggiare dell'ottimo prosecchino con tutta la cricca.. eccolo fare manovra (stavamo solo aspettando che s'aprissero le porte) e andarsene da dove era venuto.. addio sogni di gloria..