sabato 8 gennaio 2005

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UN VECCHIO

Ore 00.35 Alla guida nella nebbia più fitta che la mia memoria possa ricordare, inserisco la freccia sinistra ed imbocco la via principale del mio paese. - Poche centinaia di metri e sarò a casa - pensavo tra me e l'autoradio. lampioni illuminati senza dare soluzione al problema di visibilità. seguo la linea bianca al centro della carreggiata. seguo seguo seguo.. due fari d'auto in lontananza [anzi, vicinanza..]. non si avvicinano a me, ma io a loro sì. affianco l'auto ferma nella corsia opposta.. in un lampo le si apre la portiera, una sagoma nera scende e rivolge a me un braccio agitato, una mano aperta. accosto in tutta fretta facendo attenzione a non investire qualche cadavere precedentemente investito e aspetto. la sagoma mi si avvicina correndo, abbasso il finestrino della Panda. un vecchio. ansimante.

"el me scuse sior, ma.. ma.. co sta nebbia me son pers!! non capisse dove che son."
"dove deve andare, [buon uomo]?"
"ho da 'ndar davanti aa ciesa.."
"mmm.. allora avanti 15 METRI sulla destra."
"davero??"
"SI' [coglione]"

riparto e mi chiedo se domani sarà domenica. se mai quell'uomo riuscirà a raggiungere il suo obiettivo. se il suo obiettivo fosse la chiesa. se le sue preghiere basteranno a salvarlo dalla mia ira funesta..

 

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