...Lei apparve qualche minuto dopo e l'approccio tra i due fu senza dubbio caloroso. Ma lei ne aveva bevute di birre.. altrochè se ne aveva bevute. Talmente tante che, pur stando ferma, ondeggiava come quelle strane alghe marine che crescono nel fondo del mare ed altro non fanno che dondolare accarezzate dalle correnti subacque.
Lui era felice di averla finalmente trovata anche se la festa era ormai finita. Il dondolio di lei difronte a lui continuava costante, placido. Ed ecco che il suo sguardo cambia, i suoi occhi diventano all'improvviso cattivi e la sua lingua diventa una lama ed inizia ad intrecciare parole di vetro.

"Non pensare che mi sia dimenticata, io ero presa e tu mi hai mandato via in malo modo. Per questo ti odio e non potrò fare altro.." frasi su frasi su parole su parole su vocali su consonanti su suoni e su silenzi.

Con le spalle al muro, le mani a cercare un appoggio dietro la schiena, lui cercava di indietreggiare, o per lo meno di riuscire a farsi inglobare dalla parete che gli impediva la fuga. di essere altro, altrove.

Cercava di schivare le stilettate di cattiveria ma tutte era impossibile.


"Sei uno stronzo!" "Sei uno stronzo!" "Sei uno stronzo, cristo! Uno stronzo!" "Mi hai sempre trattata di merda.. e alla fine mi hai cacciata.." "Ti odio."
Un anno esatto che non si vedevano i due. L'incontro per strada di sfuggita il giorno prima aveva generato la sincera felicità del rivedersi. Da lì, da quelle poche parole scambiate continuando a camminare in direzioni opposte, era nato l'incontro di quella sera.

L'incontro avvenne tardi. Il telefono di lei si ostinava a non rispondere alle incessanti chiamate di lui che cercavano solamente di sapere un luogo e di indicare una direzione di cammino. Nel frattempo lampi e tuoni; vento e pioggia. I palazzi di fronte al divano su cui era seduto venivano di continuo illuminati di quel bagliore blu/viola riflesso dalle saette.

Il telefono continuava a suonare a vuoto. Lui, preparandosi per la serata, stava bevendo birra, sempre seduto sul divano. Una, due, tre bottiglie. Lei stava facendo lo stesso da un'altra parte. Con in tasca un telefono che si ostinava a non sentire.

La tempesta cessò, ma il vuoto di comunicazione permaneva come il finestrino di un treno, come la vetrina di un negozio. - "cosa? non ti sento! puoi parlare più forte? no, continuo a non sentire, sono di corsa, scusa.." -

Si avviò al punto d'incontro senza sapere quale esso fosse con precisione. Era rimasto in bermuda nonostante l'aria si fosse finalmente rinfrescata; evidentemente non abbastanza da fargli indossare un paio di ginzi. Dovevano trovarsi ad una festa e quando lui arrivò in mezzo al marasma, iniziò a cercarla.

Niente.



Anche per oggi la ridente cittadina di San Donà di Piave ha avuto la sua sacrosanta dose di cultura. Fa venire un groppo in gola vedere la carovana di auto americane organizzata dalla Festa Country del paesino limitrofo, lasciare la piazza principale. Ogni colpo di clacson un pugnale conficcato nel cuore dei ricordi, ogni accelerata un singulto di emozione, ogni pneumatico che sale sul marciapiedi è un'immagine indelebile.

...ed il vento ad accarezzare l'orgoglio di possedere una bandiera a stelle e strisce che sventola dal bagagliaio del tuo SUV...

Grazie Ragazzi.


Abdil Abdul Hasaf era un terrorista. Faceva parte della bassa manovalanza nella gerarchia dell'organizzazione per la quale praticava tale professione. In poche parole era un kamikaze. Il suo ruolo era quello di sacrificare sè stesso alla causa antioccidentale. La rete terroristica alla quale era affiliato aveva individuato come campo di battaglia non l'ormai inflazionata e difficile da raggiungere America, bensì la più fragile ed a portata di mano Europa. Abdil Abdul Hasaf era stato dislocato in Italia; la sua missione era quella di farsi saltare in aria in una città cardine della penisola, uno dei centri nevralgici dello stivale: Rovigo.

Il giorno in cui avrebbe dovuto portare a compimento la missione era arrivato e Abdil Abdul Hasaf stava raggiungendo l'obiettivo prefissato in macchina. Ma si sa, la Bologna-Padova non perdona ed anche il devoto terrorista venne colto da improvviso desiderio di un Pancito ben annaffiato da una lattinozza da litro di birra spagnola. Solo l'Autogrill avrebbe potuto soddisfare questo suo ultimo desiderio. Entrò così nell'area di servizio "Adige" e si diresse cauto verso il bar, ignaro che l'incontro che stava per fare avrebbe sconvolto i suoi piani..

Un uomo di mezz'età dietro il bancone. 50 anni superati di slancio, leggermente ingobbito, perdeva il suo tempo a passare codici a barre nel lettore ad infrarossi. "Cribbio Maomettiano, ma dove ha messo la dignità quest'uomo?" si chiese Abdil Abdul Hasaf prima di ordinare il tanto sognato panino.

"Prego, cosa vuole?" fece il banconiere rivolto ad Abdil "vuole anche le nostre donne? visto che ci portate via il lavoro, che drogate i nostri figli, che puzzate e sporcate come maiali, che vuole?"
"..." "Un Pancito" rispose Abdil Abdul Hasaf.
"Ah, un pancito? un panino più di merda non poteva sceglierlo, no? Glielo scaldo o lo vuole freddo da congelatore? Magari sa, lei è talmente coglione che lo mangia anche ghiacciato" detto questo prese il panino e lo ripose sulla piastra, senza attendere risposta da parte di Abdil Abdul Hasaf e anzi, continuando il suo monologo "voi negri proprio non vi capisco: sì, occhei, non sei neanche così negro te.. non sei fondente, neppure al latte.. sembri piuttosto della categoria con nocciole. Quel marrone indefinito misto a sporcizia indefinita che vi rende così particolari. Dicevo che non vi capisco proprio: ma tu sai con cosa è farcito il pancito, e scusami il gioco di parole? Con il salame, tega! ed il salame sai da cosa deriva? dal maiale, stra-tega! Ed eccovi qui, pronti subito ad andare contro ai vostri prìncipi, alle vostre tradizioni. Non è così che si fa. Il maiale non lo dovresti mangiare. Pensi che non lo sappia? Mi hai preso per un ignorante solo perchè a 50 anni sono qui a passare codici a barre nel lettore ad infrarossi e faccio caffè a camionisti ukraini alle 3 e trenta della mattina di capodanno? Pensa pure quello che ti pare, l'errore è tuo e non mio. E non pensare di atteggiarti a Dottore solo perchè tu sei da quella parte del bancone ed io da questa. Una volta partiti ad un Autogrill non si può più tornare indietro.. non mi fai paura, con il tuo impermeabile chiaro. Pazzo, tu sei pazzo. fuori ci saranno 36° e tu qui con l'impermeabile. bah! Ecco tieni il tuo panino di maiale macinato.."

non si accorse il banconiere, durante la sua invettiva, che il panino Pancito s'era bello che bruciato. Il maiale era stato sacrificato per il menga.

Abdil Abdul Hasaf sapeva che era maiale il ripieno del Pancito. Lo sapeva sin dall'inizio. Ma allora perchè proprio quel panino? perchè non un Apollo o un Capri senza prosciutto? o un Rustico senza pancetta o un Positano senza prosciutto anch'esso? Perchè non una Lunotta (quello vegetariano), un Camogli solo formaggio o un Icaro solo ricotta? Come mai non scelse niente di tutto ciò?
Perchè prima di morire per la causa terrorista, Abdil Abdul Hasaf avrebbe voluto assaggiare il maiale, sentirne il gusto. Da sempre avrebbe voluto azzannare un derivato del divino porco e questa era l'ultima occasione. Di Panciti più nemmeno l'ombra. Erano stati gettati tutti nelle scopazze perchè erano passate le 8 ore di permanenza nel bancone e gli ispettori dell'igiene non transigono su questo.

Niente più Pancito, niente più maiale. La missione doveva essere portata a termine, occasioni di mangiare maiale non si sarebbero più presentate. Era ora di andare.

Abdil Abdul Hasaf capì che un barista d'Autogrill gli aveva appena rovinato la vita. Dimenticò il dovere, mise una mano nella tasca dell'impermeabile e schiacciò un pulsante.






"..e quello? cos'è quello che hai sul braccio?"
"questo? è un tatuaggio, ma l'ho fatto cancellare.."


su quel tatuaggio c'era scritto USS INDIANAPOLIS e la storia che Quint avrebbe raccontato di lì a poco sarebbe diventata uno dei miei ricordi cinematografici più intensi.

Il rumore che faceva quella barca poi durante le notti calme di caccia allo squalo è uno dei must del terrore che mi porto appresso da quando ero piccolo. Quello scricchiolio mi ha sempre inquietato come nient'altro. Sicuramente lo assocciavo [e lo associo tutt'ora] al mare di notte. al buio, al vuoto, alla perdità ..ed a quel barile giallo che all'improvviso riemerge dal fondo dell'oceano..


..e con la vittoria di questa mattina guido in solitaria la classifica del PGA "canna fissa" Championship Tour Grassaga 2005. Dedico la vittoria a Riot ed al suo sorriso che, a dispetto dell'età, si fa sempre più bello.

Classifica:
1° Mattia "Kiwi" Zanetti: 2 vittorie, 1 secondo posto
Nick the King Magic Giant: 1 vittoria [di misura], 2 secondi posti
3° Dario "Ratto" Battistel: 3 terzi posti


Tempo di inchieste qui al supermercato. Reduce come tutto il resto della popolazione da disquisizioni etiche, sociologiche e religiose riguardanti la volontà o meno del popolo italiano di vivere in salute o in malattia, giungo alla conclusione che sia il momento di abbassare un po' il profilo nell'Ars Oratoria.

L'argomento a me sta molto a cuore, ma spero e temo allo stesso tempo di non essere l'unico a riporre particolare interesse nell'istituzione alimentare che qui in Italia prende il nome di TRAMEZZINO.

Ora, l'inchiesta che vorrei portare avanti si pone come obiettivo l'individuazione del tanto agognato TNPU [Tramezzino Non Plus Ultra]. Il territorio indagato comprende l'intero stivale.

Le caratteristiche di valutazione sono diverse: si passa dallo spessore centrale del soggetto tramezzato, alla morbidezza del pane utilizzato, alla fantasia di gusti abbinati, alla presentazione e SOPRATTUTTO al gusto dell'indagante.

segnalate le vostre rilevazioni nei commenti, se ne avete.

altrimenti non sapete che vi perdete, pagani.


Ci scrutava sornione con gli occhi resi giganti dalle lenti dei suoi occhiali. In testa il cappello dell'arma. Sulla sua faccia un sorriso bonario, un po' sornione, quasi furbo direi, se non stessi parlando del carabiniere che ha vigilato in questa tristissima tre giorni di REFERENDUM.

Il mattino di domenica, verso le undici, si affacciò alla porta del nostro seggio, avanzò di un passo, appoggiò la spalla alla parete ed incrociò le gambe. Mano al cinturone, era assolutamente il gallo del pollaio.

"allora? com'è l'affluenza qui?", disse con accento terrone. Io gli risposi che eravamo al 6%.

Quello che ho sentito uscire dalla sua bocca dopo, giuro, non lo dimenticherò mai.

"ah, il 6%? quindi.. di là, al seggio uno, sono al 4%.. al seggio 3 sono al 3%.. allora sei e quattro fanno dieci.. sì, dieci.. più tre, tredici. Sì, vuol dire che la percentuale della scuola qui è il 13%. Non male."

ps. questa parabola per alleviare il triste destino di questo referendum. Non mi resta che augurare un bel parto trigemellare a TUTTE le donne, un alzhaimer precoce a TUTTI i cattolici.. e la morte a RUINI, ora!




Volevo scrivere delle splendide inaugurazioni che ho vissuto in questi giorni a Venezia, volevo parlare della cena al Metropole, volevo raccontare della festa di Gilbert & George, ed invece mi ritrovo in mano questi due pezzi di ferro. Continuo a pensare al cuore spezzato che rappresentano. Continuo a non capire il perché di tanta, straripante sfiga che sembra non volersi separare da me. Continuo a pensare a lei. Ancora a lei, ormai sempre a lei. Alla madre di chi ieri mi ha fottuto la seconda bicicletta in quindici giorni. Ma si può?


"uff.. 'sti Bloc Party però hanno rotto !!"

Tre volte nel giro di dieci giorni ho sentito la frase sopra trascritta. Qualcosa non torna, perlomeno nell'ambito delle orecchie giovani. Ma no, non è neanche questione di orecchie, di ricezione del segnale, di captazione: il problema è di fondo; è sociale a mio modesto vedere e coincide con la diffusione quasi epidemica di uno snobismo di provincia che porta ad azzerare i tempi di tolleranza in virtù di una capacità critica che, alla fine, capacità non è. Tutto ciò che in virtù delle nuove tecnologie è facilmente raggiungibile, è inevitabilmente [per questo tipo di snobismo tutt'altro che ricercato] destinato ad una vita effimera. Senza gloria nè merito.

E' la visione distorta di chi pensa di possedere gusto ed invece si ritrova a dover gestire il proprio, caratteristico e teoricamente unico giudizio all'interno di sette e gruppi [gli indierockettari in questo caso] le cui linee guida vengono decise probabilmente tirando a sorte.