C'era una volta un gatto e c'erano una volta dei cani. C'era una volta una sagra di paese e c'erano una volta delle rane. C'era pure una zanzara. C'era un ragazzino con il motorino truccato, c'era un ambulanza e il camion della nettezza urbana.
C'ero pure io.. ed ormai la decisione di andare a dormire l'avevo presa. Erano le 00.30, avevo sonno e la mattina mi sarei svegliato presto come al solito per prendere il treno. Cosa dovevo fare? Stare sveglio a guardare il meglio di Domenica In in replica per TV? No, grazie.
Tutto iniziò di lì a poco. Erano inequivocabilmente i bummi della sagra paesana che festeggiava la conclusione. La pesca aveva chiuso i battenti e il prete stava probabilmente contando i soldi lucrati. Se n'era andata la bici, la batteria di pentole e pure il forno a microonde. Il phon, il ventilatore e la paletta per la spazzatura. Pim-Pum-Pom mentre io mi rigiravo nel letto, Pom-Pim-Pum mentre cercavo una posizione propedeutica al sonno.
Anche i festeggiamenti lontani finirono. Non restava che dormire e vedere "che ne fareppe ftato di noi.." o, molto più tranquillamente, il mattino successivo.. Ma un gatto decise di farsi la scopata della vita proprio nel giardino di casa mia. EcchescopataFioi !! Talmente portentosa che, dopo il rantolo dell'orgasmo, si svegliarono anche pepe, nuvola, briciola, billy, toby, atos, zeus, apollo, armaduk e aramis.. cioè tutti i cani del mondo penso.
Non si dorme, qui non si dorme. Baubaubau. Non c'è verso di dormire. Arfarfarf. Non si chiude occhio. Maaaaaaaaoooww. Baubaubau. Arfarfarf. ZzzzzzzzZZZZZZZZzzzz.. e no, non è sonno quest'ultima onomatopea. E' la zanzara tigre che accompagna le mie notti d'estate. Giuro: il male minore.
Ma alla fine sono animali. che colpa ne hanno loro?
Quindi, al sentire in lontananza il Polini truccato montato su Ciao piombato, mi alzai. Scesi le scale di corsa, presi la mia cintura e la scopa di saggina che stava in giardino. Andai in strada. Ero in canottiera e pantaloncini. La luce si avvicinava a 30/40 all'ora [che minchia ti trucchi il motorino, stronzo, se poi non corre??, nda]. Il rumore era diventato insopportabile. Giunto sotto il mio raggio d'azione il giovine, scagliai il manico della scopa nella ruota posteriore del motorino. Volò faccia contro l'asfalto per 80 metri in un mare di scintille. Meglio dei bummi pensai.
Ebbe anche il coraggio di alzarsi il finocchio, ma una mia frustata sulla schiena sanguinante con la cintura lo ridistese per terra.
Passarono pochi minuti, forse tre, forse cinque; poco alla volte le luci delle case del vicinato iniziarono ad accendersi. Era buio pesto. La gente uscì per strada, guardò la scena, il ragazzino sanguinante sul selciato. La gente mi si avvicinò, mi si strinse intorno. Non vedevo i loro volti, era troppo nero. Una voce di uomo mi rivolse questa frase:
"Areo, t'ha fat massssa ben !!" e scattò l'applauso liberatorio.
Grazie.
martedì 26 luglio 2005
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