Mattino di fine luglio in riva al Piave. Sir Dario "Ratto" Battistel mi prelevò da casa alle ore 8.00 del mattino nonostante sia io che lui avessimo fatto le tre e avessimo bevuto assai la sera precedente. Ma essere pescatore implica fegato, oltre che la pazienza di un santo. Ottima postazione: ombreggiata, acqua senza troppa corrente, paesaggio gradevole, nessun polini in zona e un pollaio di galline a cinque metri. Fiume pescoso quest'oggi. Placido, picaresco e pescoso. [Consonanza]. Meglio di così non si poteva proprio stare, poi il pensiero delle caviglie di Riot ad accompagnare le mie riflessioni.. Intanto riuscimmo ad addomesticare la gallina cocca utilizzando i vermi che usavamo per la pesca. Ogni vermicello 10 cm più vicina ai nostri sgabelli, mantenendo sempre e comunque un occhio vigile. In quel momento presi l'ennesima alborella della giornata ed, evento ai nostri occhi incredibile, il pesce giunto con un'elegantissima manovra di polso sulla mia mano, fece impazzire di gioia la cocca. Iniziò a sbattere le ali ed a corre su e giù per il boschetto. Il pesce cadde a terra iniziando a dimenarsi con disperazione forsennata. "best party in town" avrà pensato la cocca dall'alto del suo occhio sbarrato.
Un colpo secco di becco sul fianco del pesce, uno sul muso del piccolo ciprinide, una presa salda.. e la fuga con la preda conquistata ebbe inizio.Per cinque volte si ripetè questo siparietto, ed ogni volta l'occhio della cocca dimostrava sempre maggiore entusiasmo. Poi arrivarono le ore della tarda mattinata ed il caldo appiccicoso, sia io che Sir "Ratto" sapevamo che non avremmo più pescato ricco come nelle due ore precedenti. Bastò uno sguardo veloce tra i due per capire il da farsi, quasi fossimo come Fioravanti e Luca Sacchi ai mondiali di nuoto di Montreal. Si iniziò a chiudere le canne, a raccogliere gli attrezzi, a tirare le somme. Chiusa la battuta di pesca salimmo l'argine fino a quando una voce non fermò le nostre fiacche camminate. "Ehi, ragazzi!!" ci girammo. "Ehi, fioi!.." era la cocca. "Grazie per tutto quello che mi avete offerto oggi. Volevo ricambiare la vostra gentilezza, avvicinatevi.." Le arrivammo vicini, lei alzò un'ala e sotto di essa c'erano quattro uova. "Tenete, sono per voi. Sono di casa, genuine e buone!" - "Anche tu sei di casa?" Le chiese Sir "Ratto" accucciandosi per accarezzarla. "E Cettameeeè@&%#.." Non riuscì a finire la frase che venne presa per il collo, una mano sugli occhi per non vedere e una sul becco per non cantare. Io aprii velocemente il bagagliaio della macchina, Dario la gettò dentro.
Penso la ucciderà oggi pomeriggio.


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