
Ieri sera abbiamo cenato in malga, ospiti del malgaro e di sua suocera. all'apparenza una coppia improbabile, nella realtà due personaggi d'antologia. Fuori, a 1850 metri di quota, il cielo si stava rannuvolando dopo una breve schiarita pomeridiana. Tra gli uomini delle montagne si vociferava che se avesse continuato a piovere saremmo rimasti isolati vista l'impossibilità di attraversare il guado del torrente che porta dalla malga giù al rifugio ed alla società. Le nostre tende le avevamo piantate dieci, quindici metri più in su della casa, in mezzo al prato che si apriva sul bosco. Di fronte, sull'altro versante, le dolomiti. Montagne con due palle così.
La vita di montagna esige orari molto severi quindi, arrivate le 23.30, abbiamo lasciato la casa. Direzione tende, con una bozza di limoncello in mano. Eravamo in otto. In piedi in cerchio ci passavamo la bozza illuminati da una luna che se ne fregava delle nuvole che ci sovrastavano. Penso la bottiglia sia finita in 7 minuti netti. C'erano dieci gradi giusti e le tende erano umide dalle piogge del pomeriggio.
Io venivo direttamente dal mare, più di 600 km con Aziz e Tania Saxò e nient'altro che infradito, teli da mare, t-shirt di tendenza [ahahahaha!!] e sacco a peli modalità estate. Per la notte avevo indossato tre felpe, i ginzi e due paia di calzini.
Mi addormentai in pendenza, come la posizione della tenda del resto. A cullare il mio sonno solo i rumori dei campanacci della mandria sul prato a pochi metri da lì.
Poi ad un tratto, il torpore ibernato-comatoso del mio sonno venne ferito a morte da un rapido fendente: ZIIIIP! Veloce come un proiettile la ceriniera della tenda vicina si alzò. Rumori violenti e confusi si susseguirono fino al verso che io sentii provenire dal cuore della notte:
UUUOOOOOGGHHGHGHGGHHG
prot!
BBLLLEEEEEAAAAAUUUGGRRHRHGGG
prot!
UUUUUUGGGGHHHH
proot!
Notai subito il timbro di voce della bestia, notai anche il particolare della scoreggia susseguente al conato di vomito. I rumori del bosco non erano mai stati così volgari. Io ero in tenda, attento a non svegliare nessuno, con le lacrime agli occhi dal ridere.
La mattina scoprii che Super decise, finito il limoncello, di andare a finirsi anche il Brandy. ..e il guado si fece sempre più impraticabile..


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