[primo capitolo dall'attesissimo romanzo Fiocco e il T9]

Il telecomando apre il cancello automatico, ingrano la retro mentre mia madre chiude il garage. Inserisco il CD di Piero Piccioni e vado di prima-seconda verso l'acquisto del mio primo completo di lino. Premessa d'obbligo: L'estate gioca pesante e il fresco di lana non è una carta vincente, checchè se ne dica.

Giungiamo alla meta, il famigerato negozio di "Campagna", un'insegna storica del circondario con il più grande assortimento di capi volgar-cafoni della provincia. Terreno di trendsetting per *cassiere e *rappresentanti di anelli per la tenda della doccia, le due classi sociali più diffuse del basso Piave.

Testa bassa, si arriva al reparto Eleganza per tutte le tasche dove Lui ci accoglie con il suo sorriso giallo di tartaro; è il mio maestro di cerimonie e con Lui do inizio alle danze: provo e riprovo, indosso e sdosso, calzo e scalzo, piego e spiego "vorrei questo, tipo questo, questo no, per carità no!!.."
Sono l'icona maschile della taglia 48, non un'indecisione, una piega, un risvolto. Il pubblico assiste emotivamente coinvolto complimentandosi per le mie postura e possanza fisica.

Poi un sospiro: forse ho trovato!! Mia madre chiede il prezzo e da quel momento in poi, il mio pallido ricordo del Soliloquio di IAGO diventa l'equivalente di un Sudoku lasciato a metà in quanto a intensità e trasporto...

"No no, varda.. scusa varda che robe.. varda che interni ha 'sta giacca.. varda e cusidure, scusa! no varda, no è mia roba cinese 'sta qua! Tutto a mano, cioè varda.. varda.. tocca, famme un piazzer, tocca!! senti el tessuto, senti a stoffa Diocan. Senti che stoffa, no senti Diocan, ha par pèe! - pausa - Trentazinque anni che lavore qua e mai roba cinese. Dopo vede i *tosatti che riva qua e i spende zentozinquanta euro un per de gins. MA DIOPORCO!! Braghe che usa i minatori in America e quei che fa e strade e qua tèe paga zentozinquanta, zentottanta euro. Diocan.. e dopo i riva a domandarme de 'na giacca bea italiana che a costa tresento euro e i me dise che è massa caro. Ma Dioporco.."

"Affare fatto vecchio mio, mi hai convinto!"



"VAI A CAAAGAAREE!!"
Ok capo, io vado anche a cagare.. sei fortunata perchè hai beccato uno a cui non gliene frega un cazzo di niente, ma prenditi ferie la prossima volta che ti vengono le mestruazioni, ecchekkaiser!! So che potrebbero essere le tue ultime e che per una donna andare in menopausa è un po' come morire ma, come avrai avuto modo di leggere sopra, a me non me ne frega proprio un cazzo.

Che poi per colpa tua torno a casa e prima d'addormentarmi mi metto ad ascoltare con le cuffie Fuochi nella Notte (di San Giovanni) sussurrando in modo sommesso "così vanno le cose, così devono andare".

Non chiedo mica tanto alla fine, mi piacerebbe solamente avere la possibilità di fare le cose bene e con calma.. un po' come il gol di Joe Cole contro la Svezia !!

..la palla arriva, rimbalza, ti guardi in giro, ti coordini e tiri..



[primo capitolo dell'imminente romanzo MAI PIU', LO GIURO!]

Ero seduto al parco di Corso Venezia, quello dove c'è il Museo di Storia Naturale, e stavo sfogliando i giornali della settimana alla ricerca di qualcosa di accattivante. Accanto a me c'era la mia collega che prendeva il sole; passavamo così le ore a chiacchierare del più e del meno come si suole in questi casi. Gli amici, gli amori, le droghe, le bevute..

"No, è da un pezzo che non vomito a dire il vero" dissi ieri mattina

"Ma perchè non me ne sto zitto?" penso questo pomeriggio

Riemergo cerebralmente solo ora dal fondo pozzo in cui sono caduto ieri sera e come si confa in queste situazioni cerco di assemblare il puzzle della serata. Innanzitutto il luogo è fondamentale per iniziare a capire un po' di cose: MIAMI all'Idroscalo. Non so se lo fai veramente, ma penso non mi ameresti molto vedendomi oggi. Ricordo poche cose; ricordo che sono salito sul palco durante l'esibizione di Santos e lo guardavo mentre placidamente sorseggiavo il mio mojito; ricordo che quando l'ho chiamata per chiederle dov'era finita, la mia compagna della serata stava vomitando tra gli alberi del parco assistita dal suo prode fidanzato; ricordo Davide Toffolo e Otto Gabos; ricordo la Greta, ma non mi ricordo di averla morsa; ricordo soprattutto che ho fatto 9 km a piedi per tornare a casa e che oggi per questo non sento più i piedi; ricordo di aver chiamato Toffui e una Personadiquellechenevalelapena e di averle mandato un sms poi scrivendo "grazie katia" e lei katia non si chiama!! Una volta giunto a casa, ricordo di essermi svegliato, alzato dal pavimento del bagno dove stavo dormendo ed essermi diretto verso il letto; ricordo che il letto non era pronto e ricordo di essermi messo a spiegare tutte le lenzuola e a sistemare coperte e cuscini con una maestria che stamattina m'ha basito. Poi ricordo solo che sono svenuto e che se sono qui, beh.. è per un pelo !!

Ma questa volta dico basta e c'aggiungo sopra anche un "mai più, giuro mai più". O almeno non subito..



[capitolo primo dell'omonimo romanzo]

E mia madre mi scrisse un sms che mi arriva mentre stavo limonando. Il testo, una licenza poetica d'altri tempi, ospitava poche scarne parole: "Ivan Basso, che Bassessa!". Ho macinato nel fegato per due settimane la spinosa questione; ho cercato di metabolizzare quanto accaduto e di arrivare ad una digestione priva di qualsivoglia imprevisto; garantisco che non è stato affatto facile.

Soprattutto garantisco di non esserci pienamente riuscito, anche perchè il punto d'arrivo del mio ragionamento è una domanda. Ma pensate, oh pRoci, che il politicamente corretto salverà la nostra società dall'inarrestabile decadenza alla quale si è destinata? Trovo assolutamente irritante il velo di perbenismo cattolico con il quale si sono ricoperte le cose perchè come dice il saggio è la mancanza di consapevolezza delle proprie azioni che aggrava il declino. Scopati la segretaria mentre tua moglie è a fare la spesa, e a messa prega per me. Fatti scopare dal bagnino in cabina mentre sei al mare con la famiglia, e a messa prega per me.

Solo il Triathlon sarà in grado salvarci, ma a Milano mancano i fondamentali; a Milano non c'è il mare.