Le tappe della vita sono assolutamente soggettive. Non coincideranno mai per nessuno di noi con i percorsi standard preconfezionati che la società cerca di rendere universali. C'è il percorso cattolico: battesimo, comunione, cresima, matrimonio, funerale. C'è il percorso del diritto: infanzia non paghi, 14 anni Carta d'Identità, 18 voto e patente, 25 voto per il senato, 45 limite minimo per la candidatura a senatore. C'è quello lavorativo: lavoro estivo, stagione, stage, tirocino, contratto a progetto, assunzione un giorno chissà.., pensionamento.

Ma la propria vita è una questione diversa. Vivi situazioni differenti tutti i giorni, ma solo tu sei in grado di capire se esse diventeranno tappe fondamentali del tuo percorso o potranno essere archiviate negli scaffali della tua memoria a prendere polvere. Io personalmente ho "vissuto" una tappa importante pochi giorni fa e volevo celebrarla.

40 minuti c'ho messo a stirare quella camicia. QUARANTA MINUTI in cui ogni sapiente colpo di ferro da stiro apparentemente andato a buon fine, rivelava invece nuove pieghe spuntare fuori in zone non contemplate e contemplabili. 2/3 di ora a sistemare il colletto, le maniche, i bottoni, le spalle, di nuovo il colletto, la manica spiegazzata in the meantime, i polsini, di nuovo i bottoni.

40 minuti per diventare un single. 40 minuti per sentirsi un uomo.
Pensavo ci volesse di più.



E' salito dal pozzo apparentemente senza fondo nel quale era immerso piano, piano, poi un po' più forte, poi sempre più forte, poi fortissimo, poi è diventato (triste, inquietante e beffarda) realtà. Parlo dell'urlo con il quale la mia coinquilina mi ha svegliato nel pieno della notte. Non era rivolto a me, ma bensì al suo interlocutore dall'altra parte del telefono, detto il boyfriend.
Erano le due di notte, io dormivo faticosamente già da 3 ore.. il giorno dopo, cioè oggi, avrei avuto l'evento per il quale ho lavorato 6 mesi ininterrottamente.

E invece nel riposo emersero urla, lacrime, grida strozzate e pianti singhiozzati. Per un UNICO, MISERO, INDIFESO E SOLITARIO scarafaggio. Alzatomi, sono entrato in camera sua e la sua reazione è stata: "ora ti saluto, sigh-sigh, è arrivato Mattia" (PorcoDio, se non arrivava il collione di Mattia.. per quanto continuavi?). Smosso il cestino della monnezza e due scatoloni ho sentenziato il giudizio: "Non lo troveremo mai, vai a dormire in salotto. Questo è quanto"


Tutto questo per un Avviso Alle Naviganti: se succede che mi chiamate nel cuore della notte per un insetto ed io sto (come in questo caso) a 600 Km di distanza, io vi querelo.






Vorrei scrivere di domenica e di quando ho preso il treno per raggiungere il capo. Avevamo appuntamento con un personaggio pseudofamoso (nel senso che è conosciuto e stimato ma non canta, non recita, non suona e non fa ridere). Beh, trovatomi con il capo all'ora X nel posto Y ci siamo diretti verso Z, luogo dell'appuntamento. Erano le ore 18:00, incontro fissato alle ore 19:30.

Che si fa per ammazzare il tempo? eh, Diofiol.. le origini venete di entrambi non mentono, si cerca un posto per fare l'aperitivo. Prosecchino UNO e blablalbllalbla.. sì, certo, come no.. ah-ah.. blablablla.. "ce ne facciamo un altro?" - Cristo, questo dovevo dirlo io, mi ha fregato sul tempo - Prosecchino DUE.

Ore 19:30, incontrato il personaggio ci si accomoda per parlare un po' di progetti vari.. al tavolo di un bar. Lui ordina un caffè, io faccio per andargli dietro ma incrocio lo sguardo supplichevole del mio capo che ordina alla barista un prosecco. Seguo il capo e mollo il personaggio. Metiu fedeltà mode: ON. Prosecchino TRE. Si disquisisce sui massimi sistemi o quasi, il tenore dell'incontro non permette altro.

Il personaggio ringrazia e se ne va, 20 minuti dopo sarebbe dovuto salire sul palco. Restiamo io e il mio capo; il mio capo che mi guarda e mi fa "ce ne facciamo un altro?" - Cristo, questo dovevo dirlo io, mi ha fregato sul tempo - Prosecchino QUATTRO.

Assisto all'esibizione del personaggio imbriago duro. Talmente imbriago e talmente duro che prendo appunti al buio.

Certe cose riesci a farle solo in condizioni estreme.


"Ciao ragazzi, cosa vi porto?"
"A me un mojito."
"Ok un mojito, e a te?"
"A me un white russian se c'è."
"Ok, aspetta che me lo scrivo così chiedo!"

la penna tocca il foglio del blocchetto bisunto e inizia a muoversi su ordine della mano che si muove su ordine di un nervo che si muove su ordine di un neurone che si muove su ordine di un cervello che chiamare così, col senno di poi, risulta alquanto difficile.

W
WH
WHI
WHIT
WHITE
WHITE R
WHITE RA
WHITE RAC
WHITE RACH
WHITE RACHI
WHITE RACHIAN


(Eh no, non ci sto!!)
"Cancella subito per carità, si scrive RUSSIAN!!"


Gentile Dottor Zanetti,

invio il mio curriculum vitae accompagnato da lettera
di presentazione, proponendomi per possibili future
collaborazioni con voi.

Nella speranza che il mio profilo possa corrispondere
alle vostre esigenze professionali, la ringrazio per
la sua disponibilità e le porgo i miei più cordiali
saluti.

X Y


..ma dove andremo a finire?