Costruisci anche tu il tuo Mojito!
Un pratico e divertente corso illustrato su come allietare le tue sere di fine estate e fare colpo sulle gagazze più graziose del quartiere. Con la prima uscita il DVD sui vetrai di Murano per aiutarti a scegliere il bicchiere e il primo componente del kit: lo spremi-lime. Con la seconda uscita i semi di menta e l'impegnativa del medico per l'ecografia al fegato.

Edizioni DEL METIU.


Ho visto Maria De Lourdes Mutola, detta "The Maputo Express", accasciarsi a bordo pista a pochi metri dal traguardo degli 800 metri ai Mondiali di Atletica in corso ad Osaka ed ho capito che si era concluso un ciclo. Così è stato oggi, 28 agosto, alle ore 16.38 quando il suono del campanello dell'ufficio ha anunciato il rientro del capo e, conseguentemente, la fine dell'estate.

Ieri, al TG3 delle 19.00, Giovanna Botteri da New York, raccontando che il Ministro della Giustizia del Governo Bush, tale Gonzales, si era dimesso, ha concluso con queste parole: "..dopo tutte le persone che hanno abbandonato Bush durante il suo governo, al Presidente restano solo due uomini: DICK CHENEY, Vice Presidente, e CONDOLEEZA RICE, Segretario di Stato". Ecco appunto, DUE UOMINI.

Durante il servizio relativo alle repliche del Governo cinese rivolte ai progettisti di giocattoli statunitensi, le immagini trasmesse mostravano la conferenza stampa presieduta dalla rappresentante cinese. Sul tavolo ovale, per ogni postazione, un bicchiere d'acqua ed un piattino con un casco di banane. Praticamente un'assemblea di oranghi.

Sono arrivati uno alla volta, stremati, e si sono abbracciati come dei fratelli. Mi sono commosso, come solo questi sport stronzi sanno fare, nel vedere l'arrivo dei 3000 siepi maschili. Nell'ordine: 1) BRIMIN KIPRUTO 2) EZEKIEL KEMBOI 3) RICHARD MATEELONG


Tornando alle piccole cose della vita, vorrei accennare al prossimo vespaio perchè, DIOFIOL, se c'è una cosa che non sopporto sono i sacchetti di plastica del supermercato dove mettere le verdure. 18 minuti per aprirne uno è troppo. ..e neanche un "sei su candid camera" alla fine a consolarti.


E' uno degli incroci a mio giudizio più trafficati e inquinati di tutta Milano ed è a poche centinaia di metri da casa mia. Mi stavo apprestando ad attraversarlo perchè avevo finalmente trovato quello che stavo cercando, un panificio, proprio di fronte.

Mi si è affiancato in bicicletta ed ha attraversato con me la strada quando l'omino è diventato verde. Sono entrato in panificio e mi sono messo ad attendere il mio turno e cioè che la vecchiazza davanti a me se ne andasse fuori dalle palle con le sue croste di pizza.

Un minuto dopo, tempo di parcheggiare il bolide, è entrato anche lui, il ciclista. Aveva lunghi capelli grigi raccolti da una specie di turbante ma che poteva sembrare anche un asciugamano, in viso un accenno di barba non curata e dei baffoni grigi alla Baffo-Moretti. Ai piedi calzava le calzature che Gnello era solito usare quando stava male, ovvero un intreccio di pergamena, cartone e fango. Indossava pantaloncini a scacchi di colori indefiniti e sembrava in pace con se stesso. Il Sai Baba della Brianza praticamente.

Tutto è nato quando oggi, seduto alla scrivania dell'ufficio, mi sono reso drammaticamente conto che non avevo pane in casa per la mia senape. Decisi quindi di esplorare i dintorni di casa mia per vedere se qualche vecchio panettiere milanese avesse la saracinesca aperta in questo torrido pomeriggio di fine estate.

Ancora in attesa del mio turno, Sai Baba disse al panettiere: "a me dai questo e quello". AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHH!!! Eccolo lì: l'amico di tutti, il ridicolo amante della fraterna fraternità, l'uomo che beve vino da meditazione, dal cannone fino a 90 anni, del tuttiamici, della parte dei più deboli, del Viva Zion/Abbasso Babylon, del Get Up/Stand Up, del "TU" dato con ignorante disinvoltura, del viaggio in India in Due Cavalli di 9 mesi pagato dal papi negli anni '70 per cercare sè stesso CHE MI PASSA AVANTI IN PANIFICIO!!!!

E' il cancro della nostra società: il rispetto e l'educazione andate a puttane a vantaggio di un'ignoranza figlia di un cervello bruciato da un'overdose da incensi respirati con il culo e non con il naso. Ti girano i coglioni il triplo quando vedi gente del genere agire con cotanta tracotanza.

Certo, l'abito non fa il monaco lo so. Ma almeno in panificio togliti la maschera, figlio di puttana!!


Smonto dall'auto e saluto la mamma. Di fronte a me la Stazione dei treni di San Donà di Piave - Jesolo, dietro di me il rombo del motore della Renault Clio che si allontana dopo i saluti.


Finite le vacanze si torna a Milano.

Due gradini, apro la porta ed eccomi nell'atrio della Stazione con lo sguardo subito allo schermo delle partenze. Scorrendo con lo sguardo arrivo al mio treno, 16.53 destinazione Torino Porta Nuova. Nella colonna accanto la sigla SOP. Un fiotto di sudore esce a fontanella dalla mia fronte, mentre lungo la mia schiena si diffonde in maniera meno improvvisa e più uniforme.

Alla figa della bigliettaia chiedo senza troppi giri di parole: "debbo andare a Milano, come posso fare?" - "prendi quello che arriva camminando al contrario, scendi a Mestre, con passo del giaguaro raggiungi il binario indicato, coincidenza per Torino giro girotondo. Casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra."
Salgo e mi accomodo. Volo a Milano non senza difficoltà assieme al mio prode compagno di avventure Stephen King.

Le valigie per l'occasione, visto il rientro dopo una lunga permanenza in terra natia, non sono una, non sono due, ma bensì tre.

Scendo in centrale deciso a prendere un taxi. Va in cueo anca sparagnar. Postazione uno: coda di 15 pax. Postazione due: coda di 30 pax. Postazione tre: coda di 60 pax. In totale 1 km percorso con bagagli al seguito (odio i trolley, nda). Rinunzio e mi rassegno alla combo del mezzo pubblico (metro + bus).

Salgo le scale e riemergo in superficie, raggiungo la fermata del bus. Tempo di attesa 14 mins, tanto vale farsela a piedi. Mi incammino per il viale fino alla fermata successiva. Giuntovi il tabellone segna 8 minuti, mi giro e da lontano lo vedo. Che bello, l'autobus!! L'unico che percorre questa strada, non c'è possibilità di errore.

Si avvicina, a testa bassa lo chiamo con un cenno della mano. Accosta e salgo. VOLA DRITTO PER DRITTO VERSO CASA MIA, tre fermate al traguardo. Dritto, vai dritto mia salvezza arancione. Dritto e siamo arrivati.. e.. DIOCAN gira a destra al primo incrocio. Sussurro quanto esclamato poc'anzi e leggo sul display 58. No! Non sei tu il mio salvatore, perchè tu qui, vile marrano? Scendo alla prima.

E' buio, sono le 22 quasi, e non so in che zona di Milano mi trovo. Con tre borsoni a tracolla. Mi incammino ripercorrendo il percorso del bus al contrario. Arrivo a casa che nemmeno Baldini dopo la maratona di Atene è preso peggio.

Inizia al meglio il ritorno del guerriero.