Venerdì 26/10 - Sono esattamente due mesi che nella cucina di casa mia a Milano campeggia sulla lavagna una scritta a caratteri cubitali: TAMPAX. Sono due mesi che sulla lavagna appaiono e scompaiono con naturalezza decine di voci di cui, evidentemente, si sente la mancanza. Gli assorbenti invece restano, testimoni di una assenza che inquieta. Non me fortunatamente, ma se fossi il suo gagazzo qualche domanda me la porrei, o almeno inizierei a fare le valigie..

Sabato 27/10 - Il gusto della cattiveria l'ho riassaporato sabato. Esattamente un anno dopo la mia rinunzia a causa di epato-problemi, lo scorso fine settimana ho riabbracciato il gusto adulto dello spritz al Campari. Avevo voglia di dilaniarmi e ce l'ho fatta con la naturalezza di un fenicottero del Belgorod. Ad aggiungersi a questa soddisfazione anche quella, non da poco, di aver dato libero sfogo alla mia proverbiale cattiveria gratuita (che poi gratuita non è mai). Quell'astio recitato, quella finta rabbia, quella reale lama al posto della lingua che hanno dato soddisfazione, oltre che al sottoscritto, anche al prode Guitarbò prima (dalle 19 alle 23) e al mitico Barry Wine dopo (dalle 23 alle boh). E nei momenti di quiete apparente, una sola frase ad uscire dalla mia bocca come una dolce litania "che voja de f..., che voja de f..., che voja de f...". Alla prossima notte di luna piena..

Lunedì 29/10 - Pizza con le acciughe in forno a cuocere, il TG5 che passa un servizio sulla morte di Guido Nicheli, Jerry Calà che commenta: "è morto l'ultimo dei grandi caratteristi italiani..", io che stancamente sfoglio il Corriere della Sera. Pagina 9, Primo Piano: "Reato d'apologia del comunismo. No dai Poli all'Udc". L'articolo porta le reazioni politiche italiane alla proposta del parlamentare Luca Volontè di introdurre il reato di apologia del comunismo. Da sinistra il solito blablablà senza capo nè coda, da destra qualche mugugno, mentre il DC Rotondi afferma con fermezza: "il comunismo italiano non ci ha negato la libertà, ma ce l'ha portata col sangue dei partigiani". el mondo se gà rivoltado.


Ore 12.10, seduto alla scrivania del mio ufficio sto sbuffando. E' una bellissima giornata fuori, fredda al punto giusto da farti apprezzare la spettacolarità dell'autunno e l'imbottitura del tuo giuMbotto in pelle. Ma dalla mia postazione tutto questo non si fa empirico. Solo immaginazione. E stasera c'è pure Alex Smoke a Firenze e volevo troppo andarlo a vedere.
La ferita al labbro riportata nella colluttazione alle fiere due settimane fa si è quasi interamente rimarginata, anche se il giorno che ho fatto l'evento avevo la faccia di uno che si era fatto sgamare da Mike Tyson a tagliargli i copertoni dell'auto. Improponibile. Ciononostante è andato tutto bene, anche se sono solamente io a dirlo perchè M.I.N.M. non si spreca neanche un po'.

Giovedì, e Giuliacci mi è testimone, doveva arrivare il freddo siberiano in tutta Italia. Era la notizia del giorno, temperature in calo di 12/15°C non si parlava d'altro il mercoledì sera precedente nei telegiornali nazionali. Mi sono svegliato alle 5.00 di giovedì per andare all'aeroporto con mombut ai piedi, maglione di lana realizzato con 15 capi di pecore merinos, giuMbotto in pelle con maniche di lana, passamontagna modello "Magliana". Atterro a Roma con un temporale appena terminato. Ci sono 20 gradi e.. lo sciopero dei taxi. Adesso posso dire a chi mi ha fatto la macumba: MISSION ACCOMPLISHED.

Atterrato la sera stessa mi sono fatto lasciare dal taxi direttamente al bar dove mi aspettavano i FfL. Distrutto come un boscaiolo dopo 9 ore di straordinario in Kamchatka a febbraio, mi sono seccato due sbagliati con la promessa che il giorno successivo (ieri, nda) mi sarei spaccato fino alla morte.

Beh, non so se è quotata in borsa, ma se fossi in voi lunedì acquisterei le azioni della Birra Castello. Al volo.



Ci sono lavori che ti regalano delle sensazioni uniche e dei ricordi indelebili che porterai con orgoglio dentro di te e che ai nipoti racconterai con gli occhi lucidi di chi ha la fierezza di poter dire: "io c'ero!"

Sono le cinque della mattina ed è estate. Lavorava già da un'ora ma sicuramente avrebbe preferito essere da tutt'altra parte. Non potendo andarsene, era costretto a trascinarsi stancamente in quello stretto corridoio che attraversa le vite di decine di disgraziati. Quel breve sentiero nella disperazione di centinaia di vite. Una disperazione che, alle cinque della mattina, è estremizzata all'inverosimile. Se ci aggiungi che il tuo mestiere è quello di rompere i coglioni, realizzi che stai proprio sbagliando tutto nella vita; ma pagano bene. A fare il controllore dell'autobus stagionale a Jesolo pagano veramente bene.

Sulla strada che va da Cavallino a Jesolo, alle cinque di mattina, di storie strane se ne vedono eccome, con la stessa frequenza si vedono tantissime coppie di occhi crepati dal sonno solcati dai fulmini di sangue dei capillari. Il controllo è andato giù liscio come l'olio ed è il momento di sedersi accanto all'autista aspettando la prossima fermata prestabilita.

Il pilota del bolide avrà quarant'anni, la fronte alta ed i capelli lunghi e radi raccolti in un codino che potrebbe da solo essere la reclame dell'Olio Cuore e del Paraflu assieme. Guida con i guantini da pilota d'auto d'epoca, con gli occhiali da sole anche se il sole praticamente non è sorto e con 4 chili d'oro attorno al collo.

"eh, tosi.. bei i tempi de 'na volta. Bei i tempi co fèe el deejay all'Acquamarina de Chioggia Lido. Che numeri, che sound. Altro che ste musiche del cazzo de 'sti giorni maeai"

Sarà stato il dialogo, sarà il desiderio di partecipare che fanno esclamare: "eeeh, no ghe crede!!!"

"ah no? sta vedar.." la mano cerca, rovista tra il portaoggetti. Ne esce con una cassettina in mano, la inserisce nell'autoradio del pulman e gira la manopola del volume oltre l'umano. PAM PAM PAM PAM PAM PAM PAM - MOKKA DEEJAY - PAM PAM PAM PAM PAM PAM.

Con una mano tiene saldamente il volante del bolide che sfreccia ad ottanta all'ora sulla strada deserta con all'orizzonte un filo rosso di luce caldissima che si sta facendo largo tra la nebbia dei campi di mais, con l'altra prende il microfono, se lo porta alla bocca ed urla la sua preghiera:

"..ABBBOOOONAAATIIIIII !!! SU LE MANIIIII!!!!!"