Pochi giorni fa mi sono svegliato di buon ora e, dopo il classico passaggio per il bagno, sono andato in cucina per preparare la moka del caffè. Sul tavolo della cucina era appoggiato un bloc-notes con su scritta a penna una lista, mi sono avvicinato e ho dato un'occhiata.

Mi sono stropicciato gli occhi cisposi e ho provato a rileggere quello che c'era scritto, perchè la prima lettura mi aveva imbarazzato. Ahimè l'imbarOzzo trovò conferma nel secondo passaggio degli occhi sulla carta scritta con grafia ordinata e precisa.

La lista recitava una cosa del genere:
Domani - arriva il mio gagazzo
Dopodomani - c'è il mio gagazzo
Domenica - il mio gagazzo + ape
Lunedì - Sandra
Martedì - niente
Mercoledì - chiamare zia

Tra il divertito e lo sconvolto, mentre facevo colazione ho provato ad immaginarmi la scena del risveglio la mattina dopo l'arrivo del gagazzo con scene tipo: "ma.. ma.. cosa ci fai tu qui?" - "fammi controllare la lista.. ah sì, eri previsto!!"

Dopo questa perla, conto con ansia le ore che mi separano dal giorno in cui mi sveglierò e sul tavolo della cucina ci sarà il bloc-notes con scritto "Lista telecomando":
Uno - Rai Uno
Due - Rai Due
Tre - Rai Tre
Quattro - Rete Quattro...


Di addormentarti senza più forze. Di cadere nel nero più nero che c'è, più nero della notte senza luna e del buio messi insieme, più nero di un completo di D&G macchiato d'inchiostro. Di passare ore in questo stato e di ricevere, ad un certo punto, una impercettibile scossa.

Una scossa che ti fa ritrovare sul fondo del mare senza più aria nei polmoni e allora su, su, su, su di corsa verso la superficie e AAAHHH !! aria! Il respiro diventa profondo e ti svegli, realizzando dopo poco che non era sonno il tuo ma un coma. Non era uno stato di svenimento, no. Era una stasi comatosi in cui tutto il tuo corpo si è ridotto al minimo. Un battito ogni cinque minuti per tutta la notte.

Ed ora sei a letto, la testa appoggiata sul cuscino, gli occhi ancora chiusi, la fronte che suda e.. un chiodo che viene piantato sulla tua nuca.

Toc toc toc. toc toc toc.

Fa male e apri gli occhi nella penombra della tua stanza e in quel momento capisci da dove vieni e dici tra te e te: "no, no, cazzo. Anche stavolta.."

Dopo mezz'ora, senza ancora aver mosso un muscolo, il chiodo continua la sua folle corsa all'interno della tua nuca e tu, rassegnato e sconsolato, provi a reagire con tutta la buona volontà ma sono parole che non hai nemmeno la forza di pronunciare e quindi pensi con la convinzione di un camaleonte: "questa è l'ultima volta, giuro! questa è l'ultima!"

Il sudore intanto non smette di scendere dalla tua fronte e le lenzuola sono una gabbia. Toc toc toc, il chiodo, toc toc toc.

In un gesto estremo ti sollevi, appoggi la tua schiena sul cuscino sollevato per l'occasione e appoggi le tue mani sul ventre che inizia ad avere una consistenza strana, non hai voglia di pensare ma ti imponi di farlo e la prima domanda che ti fai è: "come ho fatto a ridurmi così?"

la seconda arriva dopo una frazione di secondo ed è un fendente: "no! no! non avrò mandato quell'sms, vero?" ma la mano è più veloce del tuo cervello e la cartella messaggi inviati del tuo cellulare è più inequivocabile di una sentenza di primo grado.

non è giusto.



Sono atterrato oggi alle 17.00 a Linate fidandomi del capitano che pochi minuti prima aveva annunciato che la temperatura, all'arrivo, era di 21°C. Sono uscito dalla carlinga tenendo la giacca sulla spalla, tipo duro del East Side. La temperatura in realtà era ben inferiore, come minimo di 20°.

Ma fosse stata solo questa la nota problematica del mio evento romano. Si fosse risolto in un "probabilis squaraus" tutta l'esperienza, mi sarei assolutamente potuto ritenere soddisfatto.. e invece...

Solo per citare un episodio voglio ricordare (e se qualcuno ne ha le possibilità, MI AIUTI A RICORDARE..) che verso le 11.30 del mattino dell'evento, in pieno delirio organizzativo con luci da montare, americane da spostare, stativi da posizionare, prove audio, prove video, regia luci, loop video, sistemazione catering, microfonaggio tavolo, sistemazione cartellonistica, briefing alle hostess, verifica voli aerei, amplificazione sala e qualcos'altro che al momento non mi sovviene.. mi è squillato il cellulare.

Un numero non conosciuto al quale ho risposto mi contattava per un colloquio. Ho preso appuntamento, luogo, data, ora, indirizzo e referente di cui chiedere.

Dopo mezz'ora mi sono dimenticato tutto e adesso brancolo nel buio. Dove dovrò andare? Quando e con chi mi dovrò confrontare? Sono misteri che un pezzo di carta ed una penna non avrebbero reso tali. Verba Manent 'sto cazzo caro Frankie.


Ad Enzo Biagi hanno chiesto in un'intervista durante il Premio "Ilaria Alpi" quale fosse secondo lui la cosa più importante. La sua risposta è stata: "dire sempre la verità".

Dio maledica chi mi costringe a non dirla.