Smonto dall'auto e saluto la mamma. Di fronte a me la Stazione dei treni di San Donà di Piave - Jesolo, dietro di me il rombo del motore della Renault Clio che si allontana dopo i saluti.
Finite le vacanze si torna a Milano.
Due gradini, apro la porta ed eccomi nell'atrio della Stazione con lo sguardo subito allo schermo delle partenze. Scorrendo con lo sguardo arrivo al mio treno, 16.53 destinazione Torino Porta Nuova. Nella colonna accanto la sigla SOP. Un fiotto di sudore esce a fontanella dalla mia fronte, mentre lungo la mia schiena si diffonde in maniera meno improvvisa e più uniforme.
Alla figa della bigliettaia chiedo senza troppi giri di parole: "debbo andare a Milano, come posso fare?" - "prendi quello che arriva camminando al contrario, scendi a Mestre, con passo del giaguaro raggiungi il binario indicato, coincidenza per Torino giro girotondo. Casca il mondo, casca la terra, tutti giù per terra."
Salgo e mi accomodo. Volo a Milano non senza difficoltà assieme al mio prode compagno di avventure Stephen King.
Le valigie per l'occasione, visto il rientro dopo una lunga permanenza in terra natia, non sono una, non sono due, ma bensì tre.
Scendo in centrale deciso a prendere un taxi. Va in cueo anca sparagnar. Postazione uno: coda di 15 pax. Postazione due: coda di 30 pax. Postazione tre: coda di 60 pax. In totale 1 km percorso con bagagli al seguito (odio i trolley, nda). Rinunzio e mi rassegno alla combo del mezzo pubblico (metro + bus).
Salgo le scale e riemergo in superficie, raggiungo la fermata del bus. Tempo di attesa 14 mins, tanto vale farsela a piedi. Mi incammino per il viale fino alla fermata successiva. Giuntovi il tabellone segna 8 minuti, mi giro e da lontano lo vedo. Che bello, l'autobus!! L'unico che percorre questa strada, non c'è possibilità di errore.
Si avvicina, a testa bassa lo chiamo con un cenno della mano. Accosta e salgo. VOLA DRITTO PER DRITTO VERSO CASA MIA, tre fermate al traguardo. Dritto, vai dritto mia salvezza arancione. Dritto e siamo arrivati.. e.. DIOCAN gira a destra al primo incrocio. Sussurro quanto esclamato poc'anzi e leggo sul display 58. No! Non sei tu il mio salvatore, perchè tu qui, vile marrano? Scendo alla prima.
E' buio, sono le 22 quasi, e non so in che zona di Milano mi trovo. Con tre borsoni a tracolla. Mi incammino ripercorrendo il percorso del bus al contrario. Arrivo a casa che nemmeno Baldini dopo la maratona di Atene è preso peggio.
Inizia al meglio il ritorno del guerriero.