lunedì 28 luglio 2008

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STRISCE

Un colpo sul cofano. E poi per terra, sull'asfalto.

Ed era appena uscito il sole, guardavamo i suoi raggi che ci salutavano ad ovest, che non scaldavano più come dovrebbe essere d'estate. Per terra era ancora bagnato, aveva appena piovuto. E' stato un temporale forte che ci aveva costretti a rifugiarci a casa, di corsa.

Ogni giorno che passa mi sembra sempre di più di essermelo sognato, di essermi immaginato tutto. Ma non passa ora che non ci pensi, che non riveda quegli attimi dentro la mia testa. E' uno strazio.

Con tutto quello che avevamo mangiato a mezzogiorno, stavamo proprio da Dio. La passeggiata nel bosco dopo il caffè aveva pure sciacquato via le ansie dello stress da "grande città". Giusto poche ore prima che tornasse il lunedì. Dovevamo concludere in bellezza, dovevamo andare al lago.

Ricordo il passare del tempo dilatato all'infinito nei pochi attimi che mi sono serviti a realizzare quello che stava succedendo, la mia testa che aspettava (invano) un lieto fine. Poi il lampo. Un colpo sul cofano. E poi per terra, sull'asfalto. La concitazione, la frenesia, lo shock, la paura, il dolore, l'ansia, l'attesa.

Ho sentito il colpo sordo dell'impatto, il silenzio assordante della consapevolezza. Poi la tua bestemmia ha squarciato il cielo. Lì ho capito che avevi vinto anche 'sta volta.

Anche se non so ancora come tu abbia fatto.

 

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