La Quadra Editrice è lieta di presentare l'opera prima di un giovane scrittore contemporaneo. Penso sia il primo libro che mi sento di consigliare pur non avendolo ancora letto, perché conosco lo stile. E quando dico stile, intendo stile.


Succede tutto in un giorno, a cavallo fra il martedì grasso e il mercoledì delle ceneri del 2009.

Un uomo muore in condizioni improbabili e viene trovato sul ciglio della strada con la bocca esplosa.

La strana morte coinvolge le vite di provincia di un professore meridionale che arrotonda lo stipendio vendendo stupefacenti, un giovane rocker con la madre in coma ed una ragazzina obesa alle prese con gli esami di maturità.

Una storia quasi normale che si risolverebbe come tante, se non fosse per una maledetta partita di oppio tagliato male. Uno spaccato accelerato di esistenze addormentate, fra studenti sfaccendati, sacrestani con il vizietto degli stupefacenti, nani taxisti, broker di campagna e stimati professionisti malati di sesso. Una lotta contro il tempo, una fuga ossessiva dalle responsabilità e dalle forze dell'ordine, alla ricerca disperata della quiete subnormale di una ricca città del nord.

Una brutta storia di provincia, pronta a risolversi senza colpevoli, se solo non fosse giunto il giorno in cui tutti devono finalmente pentirsi dei loro peccati.

E' arrivato il mercoledì delle ceneri.


Trovo le campagne di sensibilizzazione fatte su Facebook una delle cose più svilenti, offensive, inutili e inconcludenti che si potessero inventare. Dimostrano un appiattimento drammatico del pensiero e mostrano in tutto il suo squallore la lunga carovana di cani di Pavlov che siamo diventati.

Preferisco di gran lunga avere tra i coglioni il drogato con il banchetto in Piazza che mi chiede "se sono contro quelli che si drogavano" e cerca di rifilarmi una Bic a 9,90 euro per aiutare la sua comunità di fattoni. Lo dico veramente, rende la sua campagna (o lotta contro i mulini a vento, nda) molto più credibile.

Detto questo, non so quanto ve ne fotta a voi dei diritti per l'infanzia e cosa ne sappiate realmente, ma la campagna su Facebook che vede la propria foto del profilo sostituita da quella di un cartone animato, è penosa. Ma non tutti stanno al gioco, infatti... trova l'intruso:



Quelli che fanno le foto nei locali e in discoteca mi hanno sempre fatto un sacco paura. Ogni volta che mi ci sono trovato di fronte (non molte a dire il vero, non sono un tipo molto fashion, nda) li ho sempre schivati come se fossi un pluripregiudicato evaso dall'Asinara. E' che mi sembra di vendere la mia anima al diavolo.

"Sì mamma, stasera sto a casa a studiare" e poi ti ritrovi la foto di te, tutto sudato (l'unico perché la gente fashion non suda, nda) con quattro vodka tonic in mano e la lingua dentro l'orecchio di qualche non-ben-identificata amica. Con questo non voglio giustificare la vita di chi racconta le palle, voglio solo che la gente possa continuare a sentirsi intimamente libera.

Poi, a guardarle bene le foto di queste magiche serate, mi sentirei comunque così fuoriluogo con i miei 10/10 di vista (e i miei orgogliosissimi 30 anni). Ah, a proposito di vista:


TROVATE LE DIFFERENZE


Chiunque si senta tirato in ballo, o peggio, si trovi raffigurato tra i protagonisti di questa galleria, sappia che l'ha voluto lui. QUI. "When you publish content or information using the "everyone" setting, it means that you are allowing everyone, including people off of Facebook, to access and use that information, and to associate it with you (i.e., your name and profile picture)."



Giornalisti che fanno i politici, politici che fanno i puttanieri, bambine che fanno le puttane, DJ che fanno i musicisti, musicisti che fanno i testimonial pubblicitari, attori che fanno i sindacalisti, sindacalisti che fanno i servi, imprenditori che fanno i filosofi, ...

Ma soprattutto Marco Mengoni che vince gli MTV Europe Music Awards come miglior artista europeo.

 Forse inizio a capire questo mio senso di spaesamento.