2001: io la spesa la farò per sempre al discount, perché pagare di più?
2011: beh, nei prodotti di marca dei supermercati la qualità è sicuramente superiore

2001: figata le low cost, viaggerò un sacco e non spenderò nulla
2011: mai più con Ryanair, lo giuro! E lo chiamano un viaggio??!

2001: brutti frikettoni del cazzo, sapete dove potete mettervi le vostre Birkenstock?
2011: comunque devono essere comode, eh. Magari, sai.. per stare in casa o andare al mare!

2001: figata 'sto vino a 0,99 centesimi alla bottiglia, è quasi buono!
2011: scusami, ma voglio bere bene! Lo pago un po' di più ma so cosa bevo

2001: col cazzo che andrei a stare in una città grigia e triste come Milano! Ma mai proprio!!!
2011: eh, ormai son 6 anni che sto a Milano... ma sai che poi non si sta mica così male?!

2001: comunque io a lavoro mi vestirò come voglio, cos'è 'sta storia dell'abito? IO MAI!
2011: che bel tessuto 'sti pantaloni, oh! Si sta proprio da Dio! E la cravatta manco mi stringe

2001: vacanze? In campeggio, ovvio!! Vuoi mettere l'aria aperta, la tenda, le stelle? Spettacolo!!
2011: va bene tutto, ma NON IN TENDA, vi prego! Troppo umido e doloroso per la schiena

2001: guai se non riesco a farmi una strimpellata di chitarra almeno una volta al giorno
2011: la chitarra? Dovrebbe essere lì se ricordo bene... occhio che è impolverata!

2001: ma come cazzo si fa ad andare in palestra? Non ci metterò mai piede, maiii!
2011: ma come cazzo si fa ad andare in palestra? Non ci metterò mai piede, maiii!



Se il nostro mondo è così una merda, sono convinto sia anche perché esiste gente che compra le scarpe "effetto usato"; quelle con le suole finte sporche, con l'effetto finto vissuto, con i lacci finti lerci e la forma finta deformata. L'abuso della parola "finto" è voluto e testimonia la condizione di una vita talmente insulsa che non si permette nemmeno il lusso di fare fatica a sporcarsi le scarpe.

Scarpe del genere sono l'emblema del malessere rappresentato dalla generazione "tutto e subito"; ottenere le cose senza nemmeno fare la fatica di guadagnarsele, o quantomeno provare a farlo, senza sapere quanto in realtà è figo sacrificarsi per ottenerle e sudare per raggiungere il risultato voluto.

Ma sapete quanti concerti ho visto, in quante discoteche ho ballato, quante merde ho pestato, quanti prati ho camminato, quanti marciapiedi ho solcato, quanta sabbia mi è entrata, quante scale ho salito, quante corse ho corso, quanti calci ho tirato, quante pedalate ho fatto, quante birrette ho rovesciato, quanti sassi ho calciato e quante volte sono inciampato per raggiungere un risultato come questo?


Abito al quarto piano senza ascensore. Alla mattina, previa una ricca colazione, mi fiondo di corsa giù dai quattro piani di scale e mi incammino verso la fermata del bus che mi porterà al lavoro, distante 1,6 km. Anche il mio ufficio è al quarto piano e, pur essendoci l'ascensore, succede spesso che salga le scale a piedi.

Questa sera sono tornato a casa con due pesantissime buste della spesa. In una avevo 1,5 kg di arance, 2 kg di patate e una bottiglia di olio d'oliva, nell'altra c'erano una bottiglia di vino, dei barattoli di piselli e il detersivo; per arrivarci, a casa mia, devo percorrere quasi due chilometri dalla fermata del bus a cui scendo di ritorno dall'ufficio.

Destino vuole che al piano terra del mio palazzo ci sia una delle palestre più famose della città e - giuro - ogni volta che ci passo davanti sorge sempre spontanea la domanda delle domande: PERCHE' LO FAI? CHI CAZZO TE LO FA FARE? TI SENTI SOLO? TI SENTI INUTILE? TI SENTI SOCIALMENTE INSULSO? NON SAI DOVE SPENDERE I TUOI SOLDI? Tutte domande a cui non trovavo risposta, fino a stasera; finchè l'odore del fustino di Dixan non mi ha rivelato la verità, finchè la rete delle patate non mi ha illuminato la via.

Caro amico, ho la soluzione che fa per te: Vai a portare la spesa a casa della gente! E' sano, salutare, socialmente ammirevole, ti fa conoscere tanta gente e soprattutto... è gratuito. E se non sai proprio come spendere i tuoi soldi, allora fammi un bonifico!



Per la serie "I Glandi Concorsi" vi chiedo: perché c'è una foto di Stalin tra le immagini di Karol Wojtyla? Forse per stemperare il fanatismo religioso con un'immagine di alleggerimento?



Racchiudo in questa immagine tutto il mio schifo per l'anacronismo cronico della sinistra italiana contemporanea, incapace di formulare ragionamenti indipendenti e limpidi per qualsiasi tema coinvolga la società civile. Lo dico da antinuclearista convinto.


Vivo in una città in cui ormai niente ha più valore e le cose che succedono non hanno dei perché. Nessuno è più causa di qualcosa, nessuno agisce di conseguenza. E' stata annientata la volontà di incazzarsi, non esiste più la voglia di indignarsi (nel senso vero del termine, non come fa la sinistra italiana, nda); chi prova a farlo, malata voce fuori dal coro, viene etichettato come sfigato.

Questo esordio perché sì, proprio non mi va giù di aver speso 30 euro a cena in un ristorante messicano (oltretutto facente parte di una catena, nda) ieri sera per aver mangiato e bevuto malamente e sentirmi dire dai commensali "beh, neanche male dai...".

"Neanche male" un cazzo.


Le parole dell’addio
sono false, sono di Giuda.
Sono false come il fumo
che si perde nel vento.
Sanno di vino amaro,
di frutti tante volte caduti
a marcire tra l’erba,
Le parole dell’addio.

Le parole dell’addio
sono il sale sulla ferita,
invenzioni di paura
in notti solitarie.
Sanno di voci perdute
di strade tante volte percorse
che ti portano indietro,
Le parole dell’addio.

Abbiamo detto parole d’amore
scintillanti come stelle,
scintillanti nel cielo del sud;
fresche come l’acqua d’estate
bevuta dopo tanto deserto.
Lasciamole là ferme e sospese
nel sonno di quella notte
sospese come stelle nell’aria.
Non parlare amore mio,
vedi ho già parlato io.