Come le nutrie nei fossi e nei canali della Provincia di Venezia, così questi "flokloristici" individui invadono le strade di Milano. Giorno dopo giorno, aumentano sempre di più; un vero e proprio esercito, non solo per il numero, ma soprattutto per l'uniforme d'ordinanza che gli appartenenti indossano: bicicletta a scatto fisso, pantaloni skinny, arti tatuati, occhiali da vista, barba o baffi, cuffie voluminose, borsa o zainetto "finto-raccolta punti del MulinoBianco", fotocamera Canon G11 a tracolla.

Negli anni '80 erano i paninari, nei '90 i tipi grunge, negli '00 era il bondighidighidighibon dei bongari, nei '10 tocca a voi ragazzi: vedete di non deluderci. O almeno fate attenzione ai binari del tram.



Vivo in una città che purtroppo non è amica di chi va in bicicletta, dove le strade sono disseminate di ostacoli insidiosi e temibili, lastricate di pavé, solcate da decine e decine di binari del tram, dove gli automobilisti aprono le portiere delle loro auto (rigorosamente ferme con quattro frecce lampeggianti in quarta fila) senza degnarsi di guardare chi sta arrivando.

Vivo in una città dove chi va in bicicletta, per una questione di vera e propria sopravvivenza, si trova molte volte costretto ad invadere i marciapiedi, suscitando spesso insulsa rabbia e frustrazione da parte dei pedoni stessi. Insomma, vivo a Milano.

Ciò che mi dispiace è vedere pedoni e ciclisti gli uni contro gli altri, dimentichi del nemico comune che li costringe ad una vita tanto grama quanto rischiosa, ovvero l'automobilista, contro il quale dovrebbero unire le forze e combattere ogni giorno la guerra della vivibilità e del rispetto cittadini.

La mia intenzione è quella di far riconciliare queste due categorie già abbastanza bistrattate dalla quotidianità milanese; per questo, visto anche l'alimentarsi dello scontro che determinate categorie di persone diffondono in rete, ad esempio QUI, ho redatto un semplice decalogo del "ciclista da marciapiede". Si tratta di dieci semplici regole rivolte ai ciclisti che non possono far altro che salire sul marciapiede se ci tengono alla pelle. Esse sono:

1) Quando corri accanto a loro, mantieni la velocità dei pedoni

2) In corrispondenza delle fermate dei tram e dei bus, fermati se il mezzo sta accostando accanto a te mentre stai pedalando

3) Ricorda che dietro ogni portone si nasconde una portinaia con apposito secchio di varecchina pronta per il lancio in corrispondenza (fatalità) del tuo passaggio

4) Ricorda che dietro ogni portone si nasconde una giovane avvocatessa in carriera che gira l'angolo senza guardare, pronta a lasciarti in mutande se solo la sfiori con lo spostamento d'aria provocato dal tuo passaggio

5) Diffida sempre dei bambini lasciati allo stato brado sul marciapiede, la loro imprevedibilità può esserti fatale

6) Diffida sempre dei cani lasciati allo stato brado sul marciapiede, la loro imprevedibilità può esserti fatale

7) Non salire MAI sopra gli zerbini lasciati incautamente sul marciapiede, sono insidiosissimi per l'equilibrio

8) Quando la situazione si fa disperata (vedi bambini, cani e zerbini assieme), non resta che scendere e fare un pezzo a piedi

9) Se il tratto che devi fare sul marciapiede supera il chilometro, pensa seriamente di usare i mezzi pubblici

10) Se corri sul marciapiede mentre parli al cellulare, mangi una pizzetta, ti pulisci le orecchie e saluti uno dall'altra parte della strada... beh, allora te la vai a cercare!

Tutti i diritti dell'immagine riservati a Giorgio Vianini


Con una puntualità che definire svizzera è limitante, Beppe Severgnini torna a parlare dei presunti invasori della sua casella email. E lo fa sempre nello stesso modo, maleducatamente pubblicando i nomi e i cognomi di persone e aziende che hanno avuto la malaugurata idea di inserire il suo indirizzo nella loro mailing list.

- Questa rubrica è dedicata a coloro che ci riempiono di mail fastidiose. Senza autorizzazione; ma spesso con allegati. Spammatori artigianali, quasi sempre con nomi e cognomi. Implacabili, inossidabili, apparentemente inarrestabili.
"Buonasera, in allegato l'invito al convegno 'GreenItaly. La nautica italiana: reti, territori e sostenibilità', organizzato da Symbola, Camera di commercio di Latina e Unioncamere che si terrà a Gaeta, venerdì 15 aprile, alle ore 15, presso Palazzo De Vio, in Piazza Duomo, in occasione della manifestazione Yacht Med Festival"
E' solo l'ultima di molte dozzine, arrivata mentre scrivo.
Conosco GreenItaly, Symbola, la Camera di commercio di Latina? No. Loro conoscono me? Non credo. Li ho autorizzati? Lo escludo. Però mi scrivono, utilizzando l'indirizzo di posta personale. Come loro, centinaia di uffici-stampa, società, associazioni, gruppi e privati con vocazione prmozionale. Molti esordiscono col più perfido tra gli insulti moderni: "Carissimo/carissima...". Ognuno di loro rischia una denuncia e una sanzione, ma non lo sa. O, se lo sa, fa finta di niente. -


Io ora mi chiedo come mai un giornalista che si professa così giovane, così al passo con i tempi, così alla mano e così dotato di fine sarcasmo debba combattere questa insensata battaglia senza, in realtà, capire la portata del fenomeno ma anzi, arrogando commi legislativi a difesa delle sue argomentazioni come se non ci fosse un domani.

Con la mail posso raggiungere chiunque, in qualsiasi angolo del mondo praticamente in maniera istantanea, le distanze scompaiono. E a chi si indirizzano questi rivoluzionari strumenti di comunicazione se non principalmente a chi fa comunicazione? E' lampante! Ma ogni professione che si rispetti presenta dei lati poco gratificanti, spesso scoccianti o sconvenienti: si tratta della cosidetta altra faccia della medaglia.

Il panettiere si deve svegliare alle 2 del mattino per andare a lavorare, il casellante dell'autostrada lavora anche alla domenica, chi asfalta le strade lo fa ad agosto sotto il sole, i marinai stanno lontani da casa per mesi, i minatori devono lavorare al buio ...i giornalisti ricevono tante mail. Tutto sommato mi sembra il male minore.

Ci sono tanti modi per risolvere il problema senza, ogni tre-quattro mesi, recitare la parte di chi non riesce a fare il proprio lavoro perché l'azienda taldeitali gli ha mandato l'invito ad un evento. E ci sono tanti altri giornalisti che riceveranno lo stesso numero di mail senza fiatare, ma semplicemente limitandosi a non leggere; forse consapevoli che gli stessi spazi pubblicitari acquistati dalle aziende che gli intasano la casella di email, sono quelli che li aiutano a portare a casa la pagnotta (preparata dal fornaio alle 4 del mattino) a fine mese.

Che poi, mi chiedo... com'è possibile che magicamente quelle dove viene proposto di fare il moderatore a conferenze e meeting aziendali vengono sempre lette al primo colpo? Semplice fiuto?



Adamo è stato il primo uomo quaggiù
E Yuri Gagarin il primo lassù
E tutto il mondo con la testa all’insù
Pensa all’uomo che è volato nel blu
Lassù nel ciel,
Nell’infinito spazio cosmico.

Il sole infatti lui s’è messo a cantar,
E le stelle si son messe a suonar,
La luna rossa l’ha invitato a danzar,
Ed insieme si son messi a girar,
Lassù nel ciel,
Nell’infinito spazio cosmico

Poi la bellissima Venere un bacio d’amor gli donò
E il terribile Marte “urrà!” gli gridò.


La scorsa settimana sono stato vittima di stalking. Lo so, non tutti hanno il coraggio di parlarne, molti si nascondo e continuano a subire in silenzio, alcuni cercano di reagire ma spesso senza successo, io ho deciso di affrontare il problema apertamente e di parlarne: sì, perché non è possibile, per due sere che esci in una settimana, venir attaccati da orde di venditori di rose cingalesi che neanche i gabbiani sulla monnezza!!!

35 inutili offerte per un totale di 4 o 5 ore: non s'affronta. 35 volte a declinare con garbo, 35 volte a cercare di riprendere il filo del discorso perduto tra i petali del mazzo, 35 volte ad ascoltare imperdibili offerte (un venditore si è spinto fino a 5 euro per 30 rose, nda), 35 volte a disegnarsi un sorriso di circostanza in faccia.

La cosa che mi ha fatto pensare è che questi professionisti dello scassamento di coglioni, questi funamboli del fuoriluogo, questi menestrelli dell'inutilità sono le stesse persone che in caso di pioggia si trasformano in supereroi e salvano la vita a centinaia e centinaia di persone in tutta Italia. Quanto bene ci si sente a fare qualcosa di utile? Qualcosa che possa servire al prossimo? Quanto bello è fare un servizio per la comunità?! Perché non può essere sempre così? Perché non provarci, ragazzi? Ho io l'idea che fa per voi!!!

Fate dello status di supereroe la norma e non l'eccezione, vestitevi di responsabilità: mettete da parte quelle rose e riempite i vostri cestini di Autan. Pensateci: l'Estate è alle porte, le zanzare sempre più incazzate e le nostre pelli sempre più sensibili. Diventate l'ancora di salvezza delle notti milanesi, aiutateciiiii!!!! Sarà un guadagno per tutti.


No, tranquilli! Non serve che mi ringraziate! (...però facciamo che vado a riempire i sottovasi di tutta Milano e poi facciamo a metà?)