c'è qualcosa che non mi torna. qui tutti parlano di cambiamento, di voler finalmente decidere, di fare qualcosa per questo paese, di scendere in campo, di fare sentire la propria voce, e altre ovvietà random, quando in realtà la stazione della metropolitana di Cadorna continua ad avere quelle incivili mattonelle bianche come pavimento.

mattonelle che, alle prime conseguenze della pioggia, diventano la cosa più killer, assassina e satanica del mondo. chi è stato? chi le ha pensate? chi le ha progettate? chi le ha proposte? chi ha autorizzato il loro utilizzo? chi le ha prodotte? chi le ha posate? CHI CAZZO LE TIENE ANCORA LA'? voglio i nomi dei responsabili ed appenderli come dico io in Piazzale Loreto.

ho visto gente che neanche su "Holiday on Ice", spaccate che neanche la coppia Fusar Poli - Margaglio, camminate che neanche "La marcia dei Pinguini". sono giunto alla conclusione che pericolose come le mattonelle di Cadorna ci siano poche altre cose al mondo, forse (e dico forse) dare della puttana alla madre di un narcotrafficante a Città del Messico. ma forse.

e sono anche giunto alla conclusione che ci siano delle potentissime lobby dietro tutto questo. innanzitutto la lobby degli estrattori di gesso, poi la lobby dei produttori di suole in Vibram, la lobby dei produttori di stampelle, il direttore del Gaetano Pini, i farmacisti, e la potentissima dinastia della famiglia Voltaren. sono nemici scomodi, avversari potenti, difficili da combattere, ma qualcosa va fatto affinché non siano TUOI i prossimi denti che salteranno all'ingresso della stazione.

vuoi cambiare l'Italia? vuoi cambiare Milano? cambia le mattonelle di Cadorna!


lavoro in un ufficio in centro a Milano e da un mese mi si pezzano le ascelle neanche stessi asfaltando l'Autosole in luglio. lavoro in un ufficio in centro a Milano e a fine giornata ho gli occhi gonfi e giacche e maglioni sparsi dappertutto. lavoro in un ufficio in centro a Milano e posso fare solo due risvolti alle maniche della camicia (così vuole il galateo, nda) quando in realtà vorrei togliermi la pelle di dosso. lavoro in un ufficio in centro a Milano e il riscaldamento è centralizzato.

Arrivare al paradosso di stare fisicamente male, sentirsi realmente a disagio per il troppo caldo e non poter far nulla per risolvere la cosa. basterebbero, non lo so, due gradi in meno nei termostati centralizzati per lenire la sofferenza e abbandonare l'assurdità. se solo ciò fosse possibile, sai quante cose belle accadrebbero?

se solo ci fossero due gradi in meno in ufficio, i prati in Irlanda resterebbero fioriti più a lungo.
se solo ci fossero due gradi in meno in ufficio, i gorilla di montagna in Ruanda avrebbero molta più foresta.
se solo ci fossero due gradi in meno in ufficio, l'orso bianco non rischierebbe la deriva sugli iceberg.
se solo ci fossero due gradi in meno in ufficio, i barracuda abbandonerebbero lo Stretto di Sicilia.
se solo ci fossero due gradi in meno in ufficio, le zanzare non vivrebbero fino a novembre.
se solo ci fossero due gradi in meno in ufficio, le balene non si spiaggerebbero più.

se solo ci fossero due gradi in meno, chissà, magari anche i panda avrebbero voglia di fare di più all'amore.