una volta qui era tutto un: non ho visto, non sapevo, io non c'entro, mi han detto di fare così, è stato lui, io non c'ero, mi è sfuggito, non mi ricordo, ero senza batteria, non prendeva, non ho letto, colpa sua, mai ricevuto niente, son giorni di fuoco, ero in riunione, ero dal cliente, ero dal medico, ero dal gommista, ero a messa, ho il 3310, ero in ritardo, l'inondazione, le cavallette, LE CAVALLETTE...

per questo sono grato a WhatsApp per averci finalmente indicato la via, per averci mostrato la luce in fondo al tunnel della menzogna, per aver risvegliato la nostra coscienza e per aver ridato all'uomo il dono della consapevolezza. ora basta! ora è scritto! se ci sei, se non ci sei, se ci sei stato e quando. una grande rivoluzione, paragonabile a quella della ruota o forse addirittura maggiore: quella della RESPONSABILITA'.

detto in parole povere: mò so' cazzi tua.



in quest'ultima settimana ho avuto la bacheca di Facebook invasa di post sul Primavera Sound. i primi erano quelli entusiasti, esaltati, emozionati di gente in fibrillazione nel vedere che incredibile insieme di artisti si riunirà a Barcellona per tre giorni a fine maggio; poi sono arrivati quelli stufi, un po' altezzosi, forse invidiosi, di chi criticava così tanta propaganda e di chi si lagnava di tutto questo idolatrare artisti evidentemente non considerati così meritevoli. ecco, a questi ultimi chiedo: ma vi rendete conto?

cazzo! io nel mio piccolo sono felice di avere la bacheca invasa di post sul Primavera Sound perché significa che i miei amici hanno interessi, gusti, passioni e piaceri fuori dalla media. e se in realtà questa è diventata la media del mio mondo, allora sono una persona veramente fortunata.

sì perché là fuori, noi ce lo dimentichiamo, ci sono Vasco, Gigi D'Alessio, le lacrime di Corona, i protetti di Lele Mora, i romanzi di Moccia, le selezioni del Grande Fratello, i tweet di Flavia Vento, i gattini con il cappello da Babbo Natale, i cani con il cappotto, le cover di Zucchero, le scritte tatuate in gotico, Pit Bull e Barbara D'Urso.

se proprio volete continuare a tirarvela a proposito di Blur, The Postal Service, Wu-Tang Clan e il resto della ciurma, beh... vi auguro una timeline fatta solo di angeli, gatti, bambini paffuti, frasi stucchevoli, gatti, risultati calcistici, gatti, stelle cadenti, zio Michele Misseri, foto di colazioni e gatti.


ho capito cosa non va nella sinistra italiana, è colpa del sushi di mortadella. è colpa cioè del tiro snob e radical chic che si è voluto dare alla semplicità del concetto di sinistra (ovvero la mortadella, nda). finché continureanno a presentarmela con questa preparazione e con questa ricetta, io farò sempre un sacco di fatica a farmela piacere e se mi tocca mangiarla, sarà sempre con la faccia disgustata di chi ha appena preso un'amarissima medicina.


già quando ti presentano 'sti dadi di mortazza in queste squallide ciotole Ikea negli aperitivi trendy milanesi a me sale la depressione. perché andare contro Madre Natura, mi chiedo? perché proporre centrimetri cubi di un cibo che, ontologicamente, più sottile è, più gustoso diventa? perché andare fino in Giappone per rovinare un capolavoro tutto nostro? è la condanna della "sofisticazione del semplice": come quando mettevo da bambino l'Idrolitina sull'acqua di rubinetto. stessa cosa, o quasi: almeno all'epoca mi sentivo dissetato, qui mi sento dissociato. qui 'sto snobismo elitario sta mandando tutto a puttane, cercano di confonderci, di destabilizzarci, di presentarci Fabio Fazio come un'icona del pensiero riformatore. ma de che?!

come fare in modo che quell'orrido sushi torni ad essere il magistrale capolavoro che è il panino appena sfornato con la mortadella tagliata fine? in che modo ridare il gusto a un cibo così buono, sano e genuino? così bello e appetitoso?

la sinistra è per sua definizione semplice, non ci sono troppi fronzoli, non ci sono troppi giri di parole: i valori sono quelli, le risposte da dare sono quelle, le risposte che vogliamo sentire sono le stesse. noi abbiamo appena tagliato il pane caldo, dacci dentro di companatico, compagno!

che se sei democristiano, mangiati 'sto sushi di merda e vai fuori dai coglioni. e prenditi pure Fiorella Mannoia, grazie!


da martedì prossimo non sarà più possibile ascoltare la radio di last.fm. per me personalmente, quella di last.fm è stata l'applicazione più rivoluzionaria con la quale abbia mai avuto a che fare nell'era del web 2.0.

riuscire a catalogare i propri ascolti e, di conseguenza, generare stazioni radiofoniche costruite ad hoc sui gusti musicali conseguenti, mi ha permesso di scoprire tanta, tanta, tantissima musica nuova, senza alcuno sforzo e sempre perfettamente in linea con le mie preferenze. realizzare il mio calendario mensile dei concerti da non perdere poi ti aiutava a capire pure quanto in bolletta saresti stato il mese successivo...

ho creduto quasi ci fosse qualcosa di magico in questa capacità di sapermi regalare nomi sempre nuovi, mai banali, che iniziavano a scalare le mie classifiche di ascolto, avanzando giorno dopo giorno inesorabili. solo per fare alcuni nomi, grazie ai consigli di last.fm ho scoperto artisti come: Alex Smoke, Alamo Race Track, Seams, Tom Vek, Gui Boratto, Mount Kimbie, Harco Pront, Boy Eats Drum Machine, Baths, Get Back Guinozzi, Zun Zun Egui, The Airborne Toxic Event, Worriedaboutsatan, JJ DOOM, TOKiMONSTA, Pawel, Motopony, Ahab Rex, FM Belfast, Phèdre e un sacco di altri.


ecco, insomma: grazie last.fm. mi dispiace un sacco che tu te ne vada, erano i 3 euri meglio spesi di tutto il mese. come farò adesso in ufficio? me lo dici? e soprattutto come faranno i miei colleghi a continuare a maledirmi per la musica che metto?