E' passata pure la Primavera, ed eccomi qui a tirare le somme musicali dei tre mesi più umidi dell'anno. Come da tradizione mi accingo a cambiare completamente gli album nel mio iPod, non prima di aver elencato le canzoni che più mi son piaciute nella tradizionale playlist stagionale. Dopo quelle dell'Estate (consultabile QUI), dell'Autunno (consultabile QUI) e dell'Inverno 2012 (consultabile QUI), qui di seguito ecco le canzoni che hanno coccolato la mia Primavera, a grandissima richiesta ascoltabili anche nella playlist di Spotify dedicata.

- Bonobo, Cirrus
- Darkstar, Amplified Ease
- Telekinesis, Empathetic People
- Wraetlic - Refrain
- Andrew Ashong, Take It Slow
- Two Door Cinema Club, The World is Watching
- Bonobo, Sapphire
- Cold War Kids, Miracle Mile
- Devendra Banhart, Your Fine Petting Duck
- Parov Stelar, All Night
- DJ Fitchie, Midnight Marauders
- TOKiMONSTA, Spilling Autumn
- TOKiMONSTA, Green
- Lusine, February
- Darkstar, You Don't Need a Waterman
- Gold Panda, Casyam_59#02
- Devendra Banhart, Mi Negrita
- Mount Kimbie, Home Recording
- Mount Kimbie, Break Well
- Mount Kimbie, Made to Stray
- Is Tropical, Dancing Anymore
- Kalabrese, Wanzka

la prossima playlist il 23 settembre.


Vedo la gente che va al lavoro in auto tutte le mattine anche se deve fare distanze brevissime, vedo gente che si perde tutto il bello solo perché pigramente attaccata ad abitudini sedentarie e nocive: per il fisico, per l'umore, per la salute mentale. Insomma, vedo la gente diventare brutta.

E se fosse tutto frutto di ingenua ignoranza? E se un piccolo tarlo iniziasse a insediarsi nella testa di queste persone facendoli dubitare, anche solo per pochi secondi, ogni mattina su cosa potrebbe essere meglio fare? Forse manca una guida.

La guida che, se la applicassimo tutti ogni mattina, forse quelle maniglie... e quel doppio mento... e quel bulbo... e quella dermatite da nervoso... chissà. Certo che la risposta è semplice, quasi banale. La risposta è nei se!

la mattina prendi la bicicletta...

1. se la distanza da fare è minore-uguale ai 10 km
2. se la sera prima hai mangiato pizza
3. se disti in linea d'aria 1/3 della distanza che percorreresti in auto
4. se un qualsiasi collega ti ha detto "ti vedo ingrassato" all'ultima cena aziendale
5. se hai passato il weekend a casa dei genitori e tua madre ti aveva visto deperito
6. se sotto casa c'è il mercato settimanale
7. se passi davanti al bar con la cameriera che ti piace tanto
8. se in pausa pranzo andrai a mangiare un kebab
9. se c'è il sole
10. se in pausa pranzo vuoi andare a fare un salto al parco
11. se non vuoi litigare al semaforo
12. se la salita che devi affrontare è solo quella della rampa del garage e del cavalcavia
13. se vuoi arrivare in ufficio affamato
14. se anche tu hai finalmente realizzato che la benzina costa un casino
15. se la sera prima hai bevuto quindici (un paio di) birre
16. se fai un lavoro dove stai seduto per la maggior parte del tuo tempo
17. se hai detto a tua madre che stasera vai a mangiare da lei
18. se sai gestire con disinvoltura eventuali pezzature ascellari (e non solo)
19. se vuoi sentirti giustificato nel prendere l'ascensore per fare un piano solo
20. se ti piace superare le auto in coda con aria di strafottenza
21. se l'ultima volta che ti sei comprato dei pantaloni hai portato a casa una taglia 50
22. se vuoi essere pronto per la prova costume ma non vuoi sbatterti troppo
23. se anche tu trovi immorale il dover pagare per far fatica e per sudare
24. se anche tu ritieni che ogni minuto della propria vita passato a cercar parcheggio è un delitto

25. se ti sei svegliato con un briciolo di felicità e voi provare a farla durare


Notizia di oggi, salta l'A Perfect Day Festival in programma a settembre in provincia di Verona. E' un grande peccato perché questo festival, giunto alla sua seconda edizione, aveva tutte le carte in regola per diventare un appuntamento fisso del panorama festivaliero italiano. Panorama che, con il passare degli anni, eh... appunto!

Ora, organizzare un festival immagino sia un'impresa decisamente non banale e chi si impegna a realizzarla ha tutta la mia stima, il mio rispetto per riuscire a farsi carico di così tante responsabilità. Detto questo, qui c'è qualcosa che non funziona, inutile nasconderselo. Qui si può trovare un interessante punto di vista sulla situazione e sullo stato delle cose, ma secondo me c'è anche una questione culturale di fondo nel rapporto che gli italiani hanno con la musica dal vivo e che condanna un paese di quasi 60 milioni di abitanti (sticazzi!) a non regalarsi neanche un vero e proprio festival che non sia la Rassegna della Chitarra Pizzica delle vedove di Pesco Farese.

Dico questo perché mi spiace che i giovani ventenni d'oggi non possano godersi le formative notti in tenda nei campeggi di Pistoia Blues assaggiando le saporitissime pizze degli elfi o le selezioni musicali gabber delle piazzole all'Arezzo Wave: esperienze decisamente più formative e utili di un MBA alla London School of Economics.

Certo, le cose sono cambiate. E' un'altra era geologica rispetto alla metà degli anni '90 parlando di industria musicale, ma perché ora l'oliato meccanismo sembra essersi inceppato? Ecco, riporto qui 7 riflessioni sulla musica dal vivo in Italia e sul rapporto che l'italiano ha con l'esperienza del concerto. Tante domande come sempre, nessuna risposta come sempre.

1. "sì, ok. ma il compagno di appartamento di mio cugino conosce uno dei tizi dell'organizzazione. mò gli chiedo per l'accredito" - Siamo un paese accredito-dipendente: +1, +3, +36. Ricordo di esser stato a concerti dove avremo pagato il biglietto in 15 mentre gli altri 250 hanno visto bene di cogliere al volo occasioni e opportunità piovute dal cielo. Quando capiremo che la cultura si paga, forse realizzeremo che queste opportunità alla lunga sono controproducenti.

2. "sì, l'ho preso su internet due mesi fa ma a comprarlo qui oggi pagavo dieci euri in meno, sticazzi" - Le prevendite, il quarto segreto di Fatima. Perché far pagare di più chi è veramente interessato al concerto che vuole andare a vedere? Perché non agevolare chi decide immediatamente che la spesa valga l'offerta e invece lasciare il prezzo pieno a chi arriva in cassa all'ultimo? L'ha capito pure Trenitalia, il che è tutto dire.

3. "no, perché allora lui mi ha detto e io gli ho detto e lui mi fa e poi gli dico..." - Questa è più una questione di educazione: silenzio! Veramente, ai concerti ascoltate la musica, ascoltate chi suona, ascoltate chi vi sta offrendo qualcosa. Se dovete passare la serata a raccontarvi di pompini e mestruazioni andate in birreria non di fianco a dove mi sono messo io.

4. "quantoo??! 25 euro? col cazzo! vado fuori a bere con gli amici" - Ecco, così torni a casa che ne hai spesi 60, che hai mangiato pasta scotta alla cingalese e pizzette decongelate parlando di Juve - Sambenedettese per tutta la serata senza che te ne fottesse un cazzo. Ti scarichi i dischi, furbino? Beh, accettane le conseguenze.

5. "uh! la mia band preferita ha annunciato il tour europeo. fanno tre date in Liechtenstein, sette in Estonia, ma in Italia zero" - Già, in Italia è sempre più raro che vengano a farci visita, in particolare la cosiddetta "scena indipendente". Ma chi se li piglia i rischi d'impresa in un paese così Ligabuecentrico come il nostro? Magari molla per un attimo Radio 105 e prova ad ascoltare la canzone che ti ha consigliato il tuo compagno di banco, quello che non parla con nessuno e ha la camicia di flanella, secondo me magari ne guadagni.

6. "unica data a Milano. cazzo, ci voglio andare ma è un botto di soldi e poi dove dormo?" - Fermo restando che il secondo master in "vita vissuta" l'ho preso nelle stazioni dei treni ad aspettare il primo treno della mattina a concerto finito, ci fosse un po' più di lungimiranza e di spirito imprenditoriale la cosa non guasterebbe. Una riduzione per una camera in una pensioncina in zona o magari un 10% di sconto del treno per chi va a una determinata manifestazione (senza che sia per forza rivolta a un pubblico ottuagenario) non dico che risolverebbero il problema, ma almeno aiuterebbero a non avere gli alberghi vuoti, etc etc... dai, non fatemi fare discorsi alla Briatore. Cristo!

7. "no, vabbè. figo il concerto di stasera ma è a 20 km e poi chi me la guida la macchina al ritorno!?" - Ecco, se è figo fidati che vale il sacrificio. E poi diciamoci la verità: ai concerti si beve sempre di merda, dalla birra annacquata al cocktail fatto con il Paraflu del Lidl.

Poi ovvio che se non te ne frega un cazzo è tutto un altro paio di maniche, eh... ma ad esempio questo è quello che ti sei perso: