BELGRADO - Fabio Stazzoli ha stabilito il nuovo primato italiano nei 100 rana alle Universiadi in corso a Belgrado. L'azzurro ha fermato il cronometro sul tempo di 1'00"14, abbassando il precedente record che apparteneva a Domenico Fioravanti (1'00'46), ottenuto nel settembre del 2000. (Agr)
Un doveroso omaggio a chi, fino ad oggi, deteneva il record italiano dei 100 rana, ottenuto con questa indimenticabile gara.
All'immensa gioia della visione olimpica seduto sul divano della propria magione corrisponde l'aspettata, temuta, ma pur sempre traumatica all'inverosimile, conclusione dei giochi. Proprio adesso che avevo preso il ritmo degli orari pechinesi; proprio ora che ero riuscito a vedermi la finale della 50 km di marcia maschile con inizio alle ore 1:30 e conclusione alle 5:05 senza il minimo cedimento. O quasi..
E adesso, con la mia sagoma sul divano che giorno dopo giorno inizia a perdere profondità, con la sindone che mi raffigurava che lentamente sparisce dal telo copridivano che mia madre mette con costanza monacale, mi ritrovo con il telecomando in mano in preda a vertigini e terribili sensazioni di smarrimento. Il cubo televisivo spara neologismi tipo: gost uisperererereres, brotes en siste, il famigerato Terapia d'urgenza.. Totò imperversa in ogni canale, Gianni Morandi re dei revival, Cominciamo bene estate.. mi sveglio troppo tardi per i serial americani anni '80, troppo presto per Studio Sport.
Non ho ancora trent'anni, mi sforzo ad immaginarmi all'età di Gesù a Londra a sventolare tricolori. Mi ritrovo solo, a vivere di ricordi per alleviare le mie sofferenze. E così sia.. (buona visione)
Oggi Piepoli ha vinto un'altra splendida tappa. Anche oggi ha coronato la vittoria con emozioni che trasformano il semplice "arrivar primo" in una impresa. E gli occhi fotografano nella pellicola del cuore immagini che nemmeno il passare del tempo riuscirà a sbiadire. Un omaggio all'eroe dalle sembianze di uomo, a chi è capace dell'impossibile; e un nuovo appuntamento della rubrica L,S&S.
OLIMPIADI INVERNALI DI LILLEHAMMER
4x10 km staffetta di sci di fondo
Martedì 22 febbraio 1994. Si corre la staffetta 4x10 tecnica mista alle Olimpiadi invernali di Lillehammer in Norvegia. E' come dire che si corre la finale dei 10.000 metri a Nairobi in Kenia. La Norvegia è favorita e trascinata dal più grande fondista della storia di questo sport: Bjorn Dæhlie. Sugli spalti il delirio e la cattiveria. In pista dei cavalli infuriati con la sciolina sugli zoccoli. Gente che prendeva l'EPO come il Gatorade. Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner stanno tra i giganti finlandesi Mika Millila e Jari Isometse e l'intera nazione norvegese. Il sole è splendido nel freddo cielo. Il giorno giusto per ospitare un'impresa.
Ieri lo sport italiano, ma oserei quasi dire mondiale, ha subito uno dei colpi più bassi che si possano ricordare. L'assegnazione dello scudetto all'Inter all'ultima giornata è stata una vera e propria bestemmia calcistica. Ritrovarsi per 45' ad essere sconfitti pur essendo la squadra che per investimenti pecuniari, per personalità in campo, per individualità e per spessore atletico presunto non aveva rivali da qui a Plutone è a dir poco imbarazzante. Ma non tutto il male vien per nuocere (ad eccezione dei clacson di quei fottuti interisti che mi hanno stuprato le orecchie tutta la tarda serata di ieri, nda). La squadra che infatti avrebbe dovuto essere matematicamente campione alla terza di ritorno per manifesta superiorità mi ha fatto ricordare che esistono anche momenti belli nello sport. Emozioni indimenticabili che mi ha saputo regalare, le lacrime di gioia che gesti epici della mitologia contemporanea mi hanno fatto versare.
Ho deciso di rendere omaggio a queste divinità dell'assurdo con una nuova rubrica del mio blog: LACRIME, SUDORE E SANGUE.
Per iniziare, voglio rendere omaggio allo sport per eccellenza, il ciclismo, e ad un ragazzo che mentre il mondo si arrovellava sulla domenica di passione che da lì a qualche giorno avrebbe vissuto quella squadra di mendicanti che è l'Inter, ha forato a 7 km dall'arrivo mentre era in fuga. E' giunto terzo e, non appena attraversato il traguardo, è scoppiato a piangere come un bambino. A consolarlo, la giornalista della RAI che aspettava i ciclisti alla fine della tappa continuava a dirgli: "Su, non fare così. Su, dai Emanuele. Su, non fare così dai. Forza Emanuele, stringi i denti". Questo è Emanuele Sella, uno dei più grandi talenti italiani.
venerdì 16 maggio 2008. Settima tappa: Vasto - Pescocostanzo, 180 km